Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Paterniti al Tg3, Alessandro Casarin alla Tgr e Luca Mazzà (ora direttore del Tg3) a Radiorai. Sono queste le nomine proposte oggi dall’Ad Fabrizio Salini ai consiglieri di amministrazione della Rai. Il tutto senza concordarle più di tanto con il presidente Marcello Foa che adesso è fuori dalla grazia di Dio.

Lasciate fuori le direzioni di rete, ma anche quelle di Raisport, Rainews e Raiparlamento. Domattina alle 10,30 il Cda di viale Mazzini procederà alle nomine scegliendo tra i candidati proposti. E sarà curioso vedere gli schieramenti all’interno del consiglio, dal momento che potranno essere respinte se il CdA dovesse esprimere un voto contrario con una maggioranza dei due terzi.

Secondo il vecchio e consolidato vizio della lottizzazione politica della tv di Stato, i grillini ottengono il Tg1, il Tg3 e una rete o forse due. La Lega di Salvini ottiene una rete, il Tg2, la potente TgR (con Alessandro Casarin), mentre alla radio, con Mazzà (nominato direttore del Tg3 da Matteo Renzi) si insedia un altro giornalista del Pd o zone limitrofe.

A ben guardare, però, seppur camuffati da pentaleghisti – d’altronde Halloween è alle porte – in realtà i nomi (tranne Sangiuliano e Casarin) hanno tutti una lunga militanza a sinistra.

Bella figura per la Rai che doveva essere sovranista e che oggi è dominata dai rottamati del Partito Democratico. Foa, che adesso frigna, non ha saputo farsi valere nonostante avesse dalla sua la forza della maggioranza. A dimostrazione che il suo ruolo è più di apparenza che di sostanza.

CONDIVIDI
Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here