Tenetevi forte, questa volta forse ci siamo. Per Fabrizio Piscopo sembrerebbe suonato il campanello dell’ultimo giro. A gennaio, come Ad di Rai Pubblicità, dovrebbe arrivare Mauro Gaia, ex-direttore marketing di SEAT Pagine Gialle e attuale responsabile della concessionaria delle TV regionali di Sandro Parenzo.

Lo scoop è del Fatto quotidiano, che ne attribuisce parte del merito ai buoni rapporti del manager con il “chiacchieratissimo” babbo di Matteo Renzi, Tiziano. Sarà anche così (e il quotidiano diretto da Marco Travaglio si dilunga a fornire i particolari dei legami tra i due), ma è indubbio che Gaia goda di un’ottima fama negli ambienti della pubblicità e che quindi la sua scelta abbia senza dubbio anche una caratura squisitamente professionale.

Certo, il compito che l’attende è di quelli da far tremare le vene e i polsi. Tali e tanti sono gli orrori di cui si è reso responsabile Piscopo nei cinque anni di guida dell’ex-SIPRA, con una politica scellerata degli sconti severamente bollata perfino dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza (leggi qui).

Dalla Rai, nessuna conferma ufficiale della scelta, solo prudenti ammissioni a mezza bocca. Probabilmente giustificate dal fatto che la trattativa per l’uscita di Piscopo da Viale Mazzini (dove aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato dal suo nume tutelare, Luigi Gubitosi), non è stata ancora definita in tutti i dettagli.

Se ne sta perfidamente occupando il direttore delle Risorse Umane, Luciano Flussi, che da dg di Rai Pubblicità, aveva dovuto subire parecchie sberle dal suo arrogante ad. E non manca neppure chi si dice certo che alla fine Piscopo possa rimanere fino all’approvazione del bilancio del 2017.

Ma le “grandi manovre” per il nuovo assetto di vertice della concessionaria, portano alla ribalta altri personaggi premiati o scelti da Gubitosi e rivelatisi di modesta levatura.

È il caso di Nicola Sinisi (pure lui ex-dg di Rai Pubblicità è già a capo della Radiofonia di viale Mazzini, dove è’ stato sostituito con migliori risultati da Roberto Sergio) e dell’ineffabile prof. dott. Alessandro Picardi, l’ex-direttore dei Rapporti Istituzionali che ha come unico titolo di merito il fatto di essere il marito della ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin.

Entrambi aspirano a prendere il posto di Antonio Marano, cioè di presidente dell’ex-SIPRA, uno dei manager più stimati della “vecchia guardia” Rai, quella che ha dovuto subire i peggiori ridimensionamenti durante le gestioni Gubitosi-Campo Dall’Orto.

Peccato che invece, proprio nell’ultimo CdA, Marano abbia ottenuto delle importanti deleghe operative, che ne hanno rilanciato ruolo e competenze proprio ai danni di Piscopo e dei suoi “fedelissimi”.

Ecco che allora Sinisi (da sempre sostenuto dalla componente di sinistra del Pd) e Picardi (sponsorizzato dalla moglie e dai suoi amici filo-Pd di Alleanza Popolare)  stanno ora rivolgendo le loro aspirazioni verso la poltrona di dg di Rai Pubblicità, ancora scoperta dopo il ritorno di Flussi in Viale Mazzini. Con inesistenti possibilità per entrambi, a quanto pare, perché Mario Orfeo non sembra affatto orientato verso un loro recupero.

Le elezioni sono ormai alle porte e la probabile vittoria dello schieramento di centro-destra, induce  alla prudenza verso chi rappresenta  il passato.

E questa non è certo una novità nel palazzo del Cavallo Morente, alle prese sì con il crollo degli incassi pubblicitari, ma anche con una crisi dei risultati editoriali che potrebbe provocare un vero e proprio tsunami dopo il voto delle politiche.

CONDIVIDI
Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.