Caro direttore
siamo un gruppo di lavoratori onesti e, proprio per questo, ci sentiamo in dovere di denunciare gli ennesimi episodi scandalosi che avvengono in Rai.

Il 13 dicembre 2019 verrà ricordato come una data infausta che certifica il malaffare diffuso all’interno di un’azienda che vive grazie al “pizzo elettrico” di 90 euro pagato sulla bolletta elettrica da decine di milioni di italiani.

Quello che accade ogni giorno è la certificazione del fallimento di tutti i regolamenti e delle policy interne finalizzate alla prevenzione della corruzione. Un circolo vizioso che non vuole interrompersi, anche perché la famosa “pratica” ormai viene insegnata dai vecchi marpioni di ogni genere di mansione – dai giornalisti ai reggicavo – a tutte le nuove reclute al momento dell’assunzione.

L’espressione “famo ‘a pratica” è ormai un modo di dire diffuso in ogni dipartimento dell’ente radiotelevisivo pubblico. Una modalità operativa alla quale chi non si adegua viene considerato pericoloso e non viene scelto per le trasferte più “succulente”, quelle dove girano i soldi. 

Le notizie frammentarie che nel tardo pomeriggio del 13 dicembre cominciavano a circolare parlano di diverse centinaia di avvisi di garanzia in tutta Italia, in diverse sedi e centri di produzione, con il coinvolgimento di ogni genere di professionalità.

L’epicentro del “sisma” sembrerebbe essere un hotel ligure dove dipendenti Rai ingordi si ingozzavano facendo la cresta su vitto e alloggio nelle trasferte dei grandi eventi canori o sportivi.

I colleghi onesti, la stragrande maggioranza dei lavoratori Rai, qualificano queste mele marce come una “banda de’ purciari” che con le grandi trasferte – già super pagate – si toglievano sfizi di ogni tipo (viaggi, cellulari super costosi, ecc…)

Qualche lavoratore, esasperato di essere associato a questo tipo di attività, ha iniziato a raccontare storie che, se confermate, sembrerebbero persino assurde: persone che si sono fatte regalare blocchetti di ricevute dai tassisti per poi compilarle al ritorno dalle trasferte; bande di colleghi che dormivano insieme in una stanza per poi subaffittare la propria – a centinaia di dollari a notte – a colleghi delle televisioni straniere nei grandi eventi sportivi internazionali.

C’è addirittura chi parla di una “stampante speciale” per stampare finte ricevute al ritorno dalle trasferte estere, soprattutto quelle sportive,  più costose e quindi con enormi margini di “cresta”.

Di storie surreali cominciano a circolarne tante… Tipo quella di quel dirigente perennemente in trasferta che nella sede in cui era stato trasferito aveva a disposizione una stanza di albergo tutto l’anno in cui non andava mai. Ma per giustificare la sua presenza, in caso di ispezioni da parte dell’audit aziendale, lasciava in hotel un trolley pieno di suoi vestiti. Chissà se quella stanza rimaneva sempre vuota o veniva riaffitta dall’hotel… 

Eppure di scandali causati dai propri dipendenti la Rai ne ha patiti tanti negli ultimi anni. Il più clamoroso è quello che ha decapitato un’intera generazione di dirigenti e funzionari della produzione televisiva, con licenziamenti, rapide dimissioni, fughe all’estero… In quel caso tutto partì dalle clamorose rivelazioni di una segretaria – poi pure minacciata di morte – di una società esterna che denunciò il malaffare di un’intera classe dirigente della tv pubblica, che pagava a peso d’oro servizi e prodotti scadenti traendone vantaggi personali in termini economici e anche, in diversi casi, piazzando i pargoli in Rai. Ovviamente tramite regolarissimi concorsi e selezioni pubbliche.

Firmato
Un gruppo di lavoratori onesti della Rai

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6 Commenti

  1. La banda degli onesti e la guerra dei poverini.
    Autocelebrarsi “banda degli onesti” è alquanto bizzarro e gratuito, anche perché nel corso degli anni richieste per poter far parte della produzione esterna ce ne sono state ben poche, tranne che nei periodi estivi, al caldo, al mare, in luoghi di villeggiatura, perché nell’immaginario collettivo degli “onesti”, queste sono le esterne nel periodo estivo.
    Dicevo richieste ben poche, sicuramente perché non volenti far parte di un marciume generalizzato, il voler essere e rimanere puliti fino in fondo, non ambire all’ultima tentazione tecnologica, ma rimanere immobili, anche questa è una scelta e come tale insindacabile.
    Immobili, non a caso ho scelto questo termine, assolutamente privi di ogni ambizione, contro sempre e comunque, avete tempo libero e tanto, per guardare con invidia chi con impegno e dedizione ha affrontato con coraggio ed incoscienza cambiamenti tecnologici sul campo, sulla strada.
    Al vostro posto non mi sentirei onesto, se dopo 20/30 anni di lavoro in questa azienda non siete riusciti a crescere professionalmente, se fossi un imprenditore privato assumerei il 10% dei dipendenti Rai tanto è basso il valore tecnico della “banda degli onesti”.
    È iniziata la guerra dei poveracci? Non ci tengo, ma la conferma che i social purtroppo danno voce a molti stupidi è in quello che avete scritto, che poi mi ricorda tanto un brano di Elio e le storie tese “Mio cugino” dove ad un certo punto del Pezzo uno stolto personaggio dice “mi ha detto mio cuggino che da ragazzo una volta è morto”.
    La Conoscenza è sapienza, parlare senza conoscere è stupido.
    Chiaramente quello che ho scritto non è riferito a voi 10%

  2. Ma di cosa parliamo? Ci stupiamo delle ruberie di intere class dirigenti quando nonstante le intercettazioni degli “amici del quartierino” con una semplice telefonata si chiedeva il ripulirsi di una azienda amica per farla lavorare. Bastava un colpo di spugna e tutto tornava come nuovo. E ora, per qualche scontrino gridiamo all’illegalità. Operazioni di finanza andate perdute; una tra tutte quelle riferita alla gestione dei Bar. Continuiamo a guardare il poveraccio che dorme con il collega per raccimolare qualche decina di euro e non ci accorgiamo che a viale mazzini servirebbero le camionette della finanza per fare un unico trasporto.

  3. La cosa vergognosa è che la gravità della questione non viene percepita , un reato grave di truffa allo stato , perché il servizio pubblico radiotelevisivo è dello stato viene derubricata a un arrotondamento per il disagio di lavorare in trasferta e nessun sindacato o associazioni di professionisti della morale ha detto nulla al riguardo.
    Si pensa che un inchiesta del 2013/2015 sia un attacco politico all’ azienda e gli articoli che ne parlano siano complici di questo attacco.
    È ora di smembrare e vendere il servizio pubblico e togliere il canone .

  4. Questo articolo ve lo potevate risparmiare. Le ipotesi, le dicerie, il folklore non si addicono ad un argomento importante, spinoso e doloroso come questo. A volte il silenzio prima della sentenza e’ la migliore delle strategie a meno che per un gusto sadico la sentenza non arrivi già dai colleghi…nel qual caso non c’è trasparenza…almeno nel sentimento… che è evidente rancore.

    LAVINIA

  5. Molte lacrime saranno versate nella palazzina E delle riprese esterne a saxa rubra e nella palazzina uffici della dear dove ha sede la scenografia.
    Stavolta da Mazzini è partita la richiesta di fare tabula rasa dei furbetti.
    Ancora nessun commento di condanna dai professionisti della morale ( degli altri ).

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