Giornalisti precari Rai: risorse da 3 milioni in attivo oppure da 300 milioni di euro in perdita? La risposta sta nell’ Usigrai ma (come sempre) sbagliata! La Rai potrebbe chiudere il bilancio in attivo utilizzando i 300 giornalisti “già Rai “, giornalisti atipici che lavorano già in azienda come partite iva o programmisti registi.

Ben 274  giornalisti dipendenti stanno per andare in pensione. C’è proprio bisogno di fare un nuovo concorso? O la Rai dovrà pagare 300 milioni di euro come l’ultima causa persa contro il giornalista Bianchi da 1 milione di euro?

Di recente si è appreso da organi di stampa che il Cda di viale Mazzini avrebbe intenzione di assumere a breve un consistente numero di giornalisti, circa 93 con un concorso riservato a tutto gli esterni: basti ricordare quello del 1 luglio 2015 che si svolse a Bastia Umbra dove si presentarono in 5000 e furono esclusi i 300 che già lavoravano in RAI da decenni. Non era più semplice fare una selezione per assumerli (l’ultima risale al 2013) ed evitare nuove cause e vertenze legali che la RAI sta già perdendo?

E cosa risponde l’ Usigrai a cui sta a cuore solo la questione dei giornalisti provenienti dalla Scuola di Perugia, che già lavorano a partita IVA in programmi di rete come Report, Agorà, Mi manda Rai3 e Chi l’ha visto?

A combattere per i diritti dei lavoratori sfruttati, sul fronte non si è mai visto il loro capo, Vittorio Di Trapani, conosciuto ai più per essere stato eletto nuovamente segretario Usigrai grazie ai voti presi nelle TgR regionali passando da Bolzano a Palermo proprio per venire incontro alle esigenze aziendali dei colleghi giornalisti.

Di quelli già interni ovviamente, che potevano garantirgli il voto sicuro facendo promesse ai 1.735 giornalisti attualmente in organico nella tv di Stato. Escludendo invece i 300 giornalisti contrattualizzati a partita IVA o come tecnici o come programmisti registi, ed eludendo tutto ciò che prescrive il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico, e l’art.36 della Costituzione italiana.

La cosa buffa è che il direttore del TgR Nazionale chiede di avere nuovo personale, e i direttori di testata si siano lamentati con il settimo piano: i giornalisti vittoriosi della Presa di Bastia vengono dalla carta stampata, non sono in grado do fare lo stesso lavoro dei giornalisti precari che si sono già formati in RAI da decenni, e sembra che le lamentele abbiano sortito i primi effetti.

Lo scorso 11 giugno l’ad Fabrizio Salini con il Cda ha dato via libera all’assunzione con due graduatorie: una per stabilizzare i giornalisti precari (quasi 300) ed un nuovo concorso per testate regionali e digital.

Ma il 13 marzo 2018 la Rai e l’Usigrai hanno firmato un accordo per la stabilizzazione dei giornalisti precari. Che fine ha fatto l’accordo sindacale?

Ricordiamo che il caso di Stefano Maria Bianchi,  giornalista precario per 23 anni a cui la Rai ha dovuto versare un milione di euro.

Stefano Bianchi è stato difeso dall’avvocato Vincenzo Iacovino, che sta seguendo diversi contenziosi contro la Rai.

L’avvocato Iacovino sottolinea che tutti i contratti che Bianchi ha stipulato dal 1996 sono stati ritenuti nulli in quanto simulati rispetto al rapporto giornalistico di fatto svolto. La Corte di Appello nel dare ragione al noto giornalista gli ha riconosciuto la sussistenza del rapporto di lavoro dal 1996 a tutt’oggi con condanna a pagare le differenze retributive dal sorgere del rapporto.

Ovvio che oggi anche L’INPGI godrà degli effetti della decisione potendo chiedere alla rai di regolarizzare circa 23 anni di contributi non versati.

Questa sentenza costituisce un precedente importante che oggi potrà aprire la strada a circa 270 precari per assunzioni, differenze retributive e contributi previdenziali.

Se dovessimo moltiplicare per 300 sono 300 milioni di euro? E i costi per assumere invece? Togliete gli zeri, visto che 274 giornalisti andrebbero in pensione entro dicembre 2019.

I giornalisti costituitisi in Associazione “GIARAI – Giornalisti Atipici Rai” possono impugnare tutti insieme quella sentenza e la Rai si vedrebbe costretta a pagare 300 milioni di euro, cosa aggiungere di più?

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.