I giudici hanno stabilito che il passaggio di “Panorama” dalla Mondadori alla “Verità” di Maurizio Belpietro è corretto. Dura sconfitta per Fnsi e Associazione Lombarda dei Giornalisti. Bocciato il ricorso ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori.

Respinta dunque la richiesta dell’Associazione Lombarda dei giornalisti di revocare l’operazione definita “antisindacale”. La sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale civile di Milano parla chiaro: “… deve essere escluso che, dopo il perfezionamento delle cessioni dei rami d’azienda, il sindacato ricorrente possa ancora, con attualità, muovere contestazioni…“.

Il settimanale Panorama è stato acquistato dalla “Verità srl”, la società che edita l’omonimo quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro, lo scorso ottobre. «È una bella scommessa» aveva commentato il direttore dopo la firma dell’accordo. Un accordo che prevedeva che lui avrebbe avuto la testata a costo zero e la garanzia che i giornalisti rimasti avrebbero accettato una riduzione dello stipendio tra il 30 e il 40%.

Nella sentenza (leggi qui) è scritto chiaramente che le minacce di licenziamento dei giornalisti di Panorama nel caso la vendita non fosse avvenuta vanno comunque inserite nel quadro delle perdite accumulate da parte della proprietà. Per cui, la chiusura della testata, con ogni conseguenza sui rapporti di lavoro in essere, rientra nell’ambito di “una di quelle possibili valutazioni che l’imprenditore, anche nella veste di datore di lavoro, può decidere di assumere”. Non si è trattato dunque di “minaccia”, scrivono i giudici, e quindi di una quale antisindacalità nella condotta del datore di lavoro.

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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