Nei giorni scorsi ha fatto scalpore un videomessaggio nel quale Emanuele Filiberto di Savoia annunciava il fantomatico ritorno della monarchia. Molto rumore per nulla. Si trattava, infatti, di trovata pubblicitaria per promuovere la serie “The Crown” su Netflix.

Sono lontani i tempi in cui appartenere ad una famiglia reale significava rispettare rigidi protocolli ed etichette. Essere discreti e portare rispetto alla dignità del proprio nome. Sì, insomma, ve lo immaginate Vittorio Emanuele II di Savoia mettersi in ridicolo in questo modo davanti all’intero Paese?

E invece il pronipote non perde occasione per prestarsi a qualunque buffonata gli venga proposta: è stato ospite fisso a “Quelli che il calcio”, fatto da testimonial ai cetriolini Saclà (quando ancora era in esilio forzato dall’Italia), vinto a “Ballando con le stelle”, interpretato se stesso in un cinepanettone di De Sica, partecipato come concorrente ad “Amici Celebrities” su Canale 5, candidato alle elezioni europee del 2009…

Il povero Emanuele Filiberto ormai non sa più che inventarsi per farsi volere bene dagli italiani. Come un cucciolo pulcioso bisognoso d’affetto che spera di farsi adottare. Altrimenti non si spiega tutta questa caparbietà. Mista a un’improbabile ingenuità che viene fuori quando, all’indomani del videomessaggio, ha avuto il coraggio di dichiarare: «Trovo allarmante che un video fatto per giocare abbia avuto tutto questo seguito. Se ne è parlato tantissimo, e vedere cosa ha suscitato, nel bene e nel male, dimostra che in Italia c’è un grande disagio politico e sociale. Questo mi rattrista molto perché gli italiani e l’Italia, meritano, a mio avviso, più di quanto ha attualmente».

E cosa meritano gli italiani, di grazia? Il ritorno della monarchia? A parte che è vietato dalla Costituzione (messo nero su bianco proprio per evitare il ritorno della sua “nobile” stirpe…), ma poi cosa ce ne dovremmo fare di un monarca ballerino-intrattenitore-politico-attore? Ci faremmo ridere dietro più di quanto già non succeda.

Che le istituzioni democratiche siano in crisi non è certo una novità. Ma al rampollo della famiglia Savoia va fatto presente che questa “operazione simpatia” a lungo andare (ed è già andata anche troppo in là) fa ottenere risultati completamente opposti. Anche perché la monarchia, in altri paesi, è una cosa seria. Non una roba da scimmiottare.

Quantomeno fatelo fare ai professionisti. Come Antonio Albanese, in questi giorni al cinema con “Cetto c’è, senzadubbiamente”, che a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio ha annunciato la sua candidatura ufficiale a Re del Sud e nuovo monarca italiano: «Non fare quella faccia Fabio, non vedo la notizia. Devo tenermi la Repubblica? Lo capisce anche uno come te che la Repubblica non funziona. Meglio la monarchia, senzadubbiamente. In Parlamento c’è un cambio di maggioranza ogni venti minuti, il Premier a forza di voltarsi a destra e a sinistra ha il torcicollo […] Che devo fare? Le abbiamo provate tutte. Destra, sinistra, sopra, sotto, obliquo, con la democrazia a gambe leggermente accavallate. Prona, supina e ovina. A larghe intese, con il Parlamento preso da dietro… Non ha mai funzionato. E alloramente mi sono deciso. Scendo al Trono e instauro la Monarchia. Semplice, pulito, risolutivo».

E intervistato da “7”, ha fatto un’analisi sul populismo e sulla nostra politica sempre più surreale. Così, nel suo nuovo film, ha voluto portare alle estreme conseguenze l’unione tra l’attuale sfiducia nella democrazia parlamentare e la tentazione del sovranismo totalitario. Risultato? Una monarchia da parodia. Esattamente come quella proposta da Savoia junior. Ma quantomeno Antonio Albanese fa ridere.

 

 

 

 

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

3 Commenti

  1. Le lettere e documentazione di SMR Umberto II, padre di Vittorio Emanuele, parlano chiaramente che il figlio perse tutti i titoli e diritti al trono d’Italia, con tutti i di lui discendenti, perché sposò Marina Doria andando contro le Leggi Saliche di Casa Savoia. Sempre tale documentazione cita SAR Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta ed i di lui eredi, quali successori legittimi al trono d’Italia. Pertanto Vittorio Emanuele ed il figlio Emanuele Filiberto, non possono essere riconosciuti come eventuali successori al trono d’Italia. I brogli elettorali (è
    ufficiale) del referendum del ’46 Monarchia-repubblica, hanno portato all’art. 139 dell”attuale costituzione che di fatto vieta il ritorno della Monarchia in Italia, questo, oltre che vessatorio, è anticostituzionale, andando contro al principio basilare della costituzione stessa che è la libertà dell’individuo e della popolazione di scegliere, ponendo di fatto la Repubblica ad un regime dittatoriale mascherato da democrazia, come in realtà viviamo ora in Italia.

  2. Finalmente un giudizio vero e obiettivo ma soprattutto preciso mi complimento per la precisione con cui ha spiegato l’argomento…complimenti!

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