Nel Centro di Produzione Radio Rai di Via Asiago l’argomento caldo di questi giorni è la netta vittoria della UGL sulla UIL nell’ottenimento di promozioni (con decorrenze tra marzo ed ottobre 2019) per i propri iscritti, si parla di un secco 11 a 6 a favore della sigla sindacale una volta espressione della destra sociale.

Nei Bar intorno a Via Asiago circola la tagliente battuta : “Er Cavallaro ha ‘mpacchettato Er Dandy” (sindacalisti della Radio). Ancora più scottante però è la completa debacle delle altre quattro organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL, rimaste letteralmente a bocca asciutta.

Si narra di forti tensioni tra i Segretari di alcuni sindacati per questa storia che corre sulle onde elettromagnetiche, Coordinatori nazionali che non riescono più a tenere a bada i “piranha” iscritti alle loro confraternite sindacali.

Si parla di reparti, come l’ipersindacalizzata Sala Controllo della Radio, ormai formati esclusivamente da tecnici di primo livello, in cui hanno ottenuto la agognata promozione dei lavoratori con poco più di 10 anni di anzianità dalla data di assunzione a tempo indeterminato, un record assoluto se paragonati ai 25-30 anni di onorata carriera per accedere al primo livello tecnico necessari ad esempio ai lavoratori degli studi televisivi.

Si racconta che i tecnici degli studi televisivi del Centro di Produzione di Roma siano imbufaliti con i loro “sherpa” sindacali (quelli che se paghi la tessera ti portano in vetta alla scala parametrale del Contratto Nazionale di Lavoro) dopo aver sentito parlare del diverso trattamento e della premurosa attenzione che taluni sindacati hanno riservato ai loro iscritti “radiofonici”.

Una bella patata bollente nelle mani del Capo della Produzione Radio Ridolfi e della Capa delle Risorse Umane Radio Frassi; tutto questo a soli due mesi di distanza dall’arrivo, sempre in radiofonia, di 25 Quadri B per i coordinatori tecnici, giustificati da una “attività di presidio Canale” che, per almeno 10 di questi 25 nuovi Quadri B, rimane alquanto difficile da giustificare.

I poveri e bistrattati tecnici della produzione televisiva romana stanno affrontando una difficile vertenza sindacale per rivendicare ciò che invece in radiofonia è stato generosamente elargito da Ridolfi e dalla Frassi, questa vertenza sindacale ad oggi non ha sortito che una striminzita offerta di 9-12 promozioni. In una platea molto più ampia come quella dei tecnici tv, che dipendono dal “Cervellone” Cecatto, tale offerta risulta essere percepita come insufficiente e irricevibile.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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