Anche per quanto riguarda le nomine nelle varie branche dei Servizi (DIS, AISI e AISE), la venerabile cordata Mosca Moschini-Graziano, con il fraterno concorso esterno di Ignazio Moncada, l’ex-supermanager di Finmeccanica che continua imperterrito nel suo ruolo di “burattinaio”, è attivissima.

DIS— Il candidato, come s’e’ già accennato nella puntata precedente (leggi qui), è l’ex consigliere militare di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, il generale Carmine Masiello. Attualmente, è uno dei tre vice del prefetto Alessandro Pansa e può contare, oltre che sui vari Lotti, Boschi e via gigliando, proprio sulla Trenta, grazie all’insistente sponsorizzazione di Graziano-Badoglio. Per la verità, i primi timidi tentativi di farlo digerire all’interno del M5S, non hanno dato esito positivo. La sua conclamata vicinanza al giro renziano, non l’aiuta affatto. Ma la ministra della Difesa non molla.

Poi, c’è da dire che gli altri due candidati, la segretaria generale della Farnesina, Elisabetta Belloni e l’altro attuale vice, il prefetto Enrico Savio, appaiono entrambi più credibili come aspiranti direttori del “governo del cambiamento”. E non è un mistero che la diplomatica fosse addirittura in corso per un posto da ministro nel nuovo esecutivo giallo-verde.

AISE — Il direttore uscente, il generale Alberto Manenti, sembra destinato a prendere il posto di Gianni De Gennaro, al vertice di Leonardo. Ma qui nasce un primo timore, perché è impensabile che una figura dell’esperienza e del prestigio dell’ex-capo della Polizia, lasci la Presidenza della fu Finmeccanica per godersi la pensione. La sua può diventare una candidatura forte, anzi fortissima, per la carica di segretario del Consiglio Supremo di Difesa. Cioè per lo stesso incarico al Quirinale a cui punta Graziano dopo aver stazionato il minor tempo possibile a Bruxelles alla guida dell’inutile (ma costoso) Comitato Militare Europeo.
Al posto di Manenti, il tandem Mosca Moschini-Graziano fa finta di fare il tifo per il generale dell’Esercito Giovanni Caravelli o del pari grado della Finanza Luciano Carta, entrambi attuali vicedirettori. In realtà, i loro candidati sono il solito Masiello, ma soprattutto il terzo vice, Giuseppe Caputo, anche lui proveniente dalle “fiamme gialle”.

AISI — Prorogato al vertice il generale dei carabinieri Mario Parente, il servizio che cura la sicurezza interna non dovrebbe far registrare scossoni significativi. Anche se sono in corso le “grandi manovre” per cercare di salvare la poltrona di vice di un altro renziano doc, Blengini, coinvolto nelle indagini sul presidente della Confindustria siciliana.

CONCLUSIONI — Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha molto saggiamente trattenuto nelle sue mani le deleghe relative ai servizi. Se avrà la sponda di Matteo Salvini per le nomine ai vertici della Difesa e degli apparati di sicurezza, forse gli “inciuci” elaborati da Graziano-Badoglio e fatti digerire alla Trenta, non arriveranno al traguardo. Perché, come s’e visto in questa lunga carrellata, perfino i grillini sembrano essere finiti irretiti dal grande architetto del “cambiare tutto perché nulla cambi”.

E forse, per il futuro, sarà meglio codificare che i capi di gabinetto della Difesa possano essere “solo” generali e ammiragli a due stelle. In modo tale che i capi di Stato Maggiore delle Forze Armate o i Comandanti dell’Arma possano essere scelti tra i tre stelle provenienti da incarichi operativi. Lo spettacolo offerto negli ultimi dieci-dodici anni da chi è arrivato ai vertici solo per la vicinanza al ministro della Difesa di turno e aver fatto carriera all’interno di via XX Settembre, si è rivelato devastante.

La ministra Trenta, in una recente intervista a “La Verità”, ha promesso cambiamenti per quanto riguarda i contenuti del Libro Bianco della Difesa e del decreto attuativo, i cavalli di battaglia (imbizzarriti) di Graziano-Badoglio, fortunatamente morti e sepolti già al Senato la scorsa legislatura. E ora che i vertici militari cambieranno profondamente, c’è da sperare che cambino anche quelle demenziali linee-guida per la riforma delle Forze Armate.

(Fine— le precedenti puntate sono state messe on line il 28 e ieri 29 Agosto)

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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