Servizi: il “calcio dell’asino” (a firma interscambiabile) di Repubblica al generale Carta

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Il “calcio dell’asino” è un modo di dire che nasce da una favola di Fedro. Si usa per definire ogni vile vendetta del debole contro il potente caduto. Ora, malgrado sia tutto da vedere che la designazione del generale Luciano Carta a presidente di un colosso industriale come Leonardo possa essere catalogata come un “promoveatur ut amoveatur”, la definizione regge bene per illustrare come Repubblica ha ritenuto di presentare il futuro impegno lavorativo del direttore dell’AISE. Per carità, padronissima di ipotizzare una “resa dei conti” all’interno dei nostri servizi per la vecchia bufala del Russiagate, nessuno lo contesta. Ciò che stride e insospettisce, è il sistema opaco che si è scelto per assestare a Carta -appunto- il “calcio dell’asino”. Perché il cognome di chi ha firmato il pezzo (un inviato che peraltro vive a Bari) ha una strana assonanza con quello di un altro giornalista -oggi molto potente all’interno del quotidiano e ben noto per i suoi collegamenti con le centrali dell’intelligence nostrano- un tempo molto amico del direttore dell’AISE. Grazie alle cui “dritte” -sostenevano i maligni- avrebbe creato non pochi problemi anni fa ad un Comandante Generale della Guardia di Finanza.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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