Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in redazione riguardante la Sitaf Spa, concessionaria dell’ANAS per l’Autostrada A32 e per il traforo del Frejus.

“Buongiorno Direttore,
faccio seguito ai suoi precedenti articoli pubblicati sulla sua testata giornalistica in riferimento a Anas e società controllate, questa lettera è inerente la società Sitaf S.p.A. che gestisce l’autostrada A32.

Trovo assurdo che a fronte delle dichiarazioni della Sitaf che annuncia una ristrutturazione aziendale, incentivi all’uscita o riqualificazione del personale (addirittura con chiusure di alcune controllate come OK-Gol, con conseguenze occupazionali) si proceda con assunzioni clientelari che coinvolgono direttamente alcuni dirigenti della suddetta società.

In particolare quella del direttore del personale in carica che ha proceduto a far assumere il proprio figlio presso la TecnoSitaf S.p.A. “Società controllata al 100% del gruppo Sitaf” e, ancora, il figlio di un amico che a sua volta ha assunto la figlia del direttore del personale presso la propria azienda, un palese scambio di assunzioni.

Alla faccia dell’ottimizzazione e dell’efficienza del personale interno, di cui il Direttore del Personale (quando non gli conviene) non pubblica i consueti bandi di concorso per la mobilizzazione interna, per l’ottimizzazione e la gestione della forza lavoro, personale con capacità e qualifiche di pari livello o addirittura superiori alle assunzioni fatte.

Altra anomalia interessante, quella del’ ex Direttore Generale di Sitaf “da sempre uomo Anas”, il quale si è dimesso dalla Sitaf dal 1° ottobre 2018, per essere assunto presso il gruppo Gavio (per la modica cifra di 380,000 mila euro), successivamente distaccato nuovamente presso la Sitaf SpA sempre con l’incarico di DG, un ruolo che tecnicamente spetterebbe al socio pubblico. Lo stesso ricopre anche il ruolo di Amministratore Delegato presso Tecnositaf S.p.A, altra coincidenza oppure un chiaro coinvolgimento per dar seguito alle assunzioni descritte.

Le ricordo, quest’ultimo menzionato in un’interrogazione parlamentare del 10 ottobre u.s., in virtù anche degli ultimi eventi accaduti in casa ANAS.

Tutto questo è scandaloso visto che parliamo di una società pubblica al 51% Anas, mi chiedo se l’attuale Presidente in carica Sebastiano Gallina, uomo dello Stato/Anas che dovrebbe garantire equità, efficienza e ottimizzazione della Società per conto dello Stato, non sia a conoscenza di tutto ciò.

La ringrazio della sua attenzione, chiedendole di dare seguito alla pubblicazione di quanto esposto, noi tutti ormai stufi da atteggiamenti poco qualificanti della dirigenza priva di scrupoli e ricattatorie,​ continuano a perseguire i propri interessi”.

Cordiali Saluti

Lettera firmata

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24 Commenti

  1. E anche questa volta nessuna domanda scomoda per Armani..
    Piuttosto che pubblicare ‘ste letterine o articoli più brevi del relativo titolo, perché non intervistate il signorino sul”accordo che ha fatto con la Dama Nera? Perché non gli chiedete come mai ha favorito il suo patteggiamento revocando la costituzione di parte civile? Perché?

  2. finalmente si parla della mia azienda…che si trova in un gran casino..sotto gli occhi di tutti..dove il mio concittadino Sebastiano Gallina detto Nino per noi amici..fa il presidente…lui che nasce con forza italia..transita con Alfano perchè molto amico del ministro Lupi..dove conosce bene Rocco Girlanda ache il quel periodo era consigliere del ministro..transita insieme a Girlanda con Verdini…e grazie a Verdini e al governo Renzi diventa presidente di Sitaf…ma il bravo Nino mette a segno anche un altro colpaccio fa nominare sempre dal governo Renzi in quota Verdini..Antonella Guglielmetti nel cda di poste italiane..lei..sua commercialista di fiducia..ma essendo Nino un generoso..assume in sitaf anche il fidanzato della figlia del suo amico e socio Rocco Girlanda…Nicola Drei ingegnere…socio di Girlanda nei ristoranti del figlio di VERDINI..con la 7 esse..come si legge in diverse interrogazioni parlamentari di questi mesi…strano diventare soci sia lui che girlanda del figlio di verdini..forse avranno dovuto restituire qualche cortesia..come essere stato nominato il primo presidente di sitaf..e girlanda assunto senza laurea come dirigente 24h prima della legge MADIA e distaccato per due anni nella segreteria del sottosegretario del basso pd e dove nessuno ha mai visto operare girlanda…sarebbe interessante anche capire chi controllava le presenze..ma oggi chi ha voglia basta che faccia una visura e si rende conto che dopo le interrogazioni parlamentari hanno ceduto le quote al loro amico gabriele chiocci..e ad un falegname di umbertide..chiocci grande amico del dott.perosino direttore della quadrilatero spa…ultima chicca la compagna di Girlanda dopo essere stata licenziata dal gruppo Angelucci..lavora alle poste in umbria..sicuramente per concorso…
    Ricordo che nella controllata al 100% tecnositaf gulf Katar..il fratello del famoso libanese..fa l’amministratore…e ricordo che sitaf anche se obbligata per legge..non ha mai applicato i tetti retributivi come nel caso Magri*….alla faccia di chi doveva controllare tutto questo…

    • Il vecchio governo di amici ne ha protetti e aiutati molti. Il caso emblematico è il ridicolo Omar Mandosi dalla rossa umbria. Amico dei senatori agropontini del Pd dispensa a tutti fotografie con il consippiano Luca Lotti. Attraverso Il suo capo segreteria Giovannelli é intervenuto più volte su Armani per ia promozione di Mandosi a dirigente di Anas. Appena nominato dirigente a Venezia grazie al solito libanese la nomina é stata strappata 24 ore dopo visto che si è scoperto (grazie all amichetto Buoncristiano) che Mandosi aveva un procedimento in corso per aver introdotto è fatto ricomprare ad anas da dipendente un software da centinaia di migliaia di euro che aveva acquistato con la sua società e rivenduto senza gara alla stessa anas. Allora per accontentarlo comunque vista la montagna di assunzioni e promozioni di cantonieri che aveva e che fa ancora agli amici del Pd si è provveduto a salvare la moglie attraverso la Asl dell umbria sempre in mano al Pd dalla cancellazione dal albo dei farmacisti per aver sbagliato la vendita di una medicina salvavita ad un paziente che ha rischiato molto. Il licenziamento dalla farmacia dove è avvenuto è stato messo a tacere e subito risolto con la farmacia di una amica del Pd.

  3. Colleghi chi andrà andrà a noi non importa troppo il nome, ci vola sopra, ma è importante capire dove il ministero ha deciso di collocarci, se cambierà l’assetto territoriale, se porterà avanti il rinnovo contrattuale con le linee guida concordate, se procederà con internalizzare servizi e lavorazioni, se potenzierà l’organico con assunzioni viste le fuoriuscite di persone e l’aumento dei km di strade gestite. Credo siano queste le domande che dobbiamo farci invece di fare Toto scommesse su nomi del nuovo ad. Anche perché secondo me tra tanti litiganti godrà un terzo esterno

  4. Ho saputo che la triplice sindacale il 18 farà un presidio davanti al ministero, spero tanto che con questa iniziativa il ministro possa riceverli chiarendo così il destino di ANAS, mi dispiacerebbe molto che questa alternanza politica ci lasci alla deriva, pensate solamente se a maggio dopo le europee si verificasse una crisi politica e non si sia ancora definita la nostra situazione, ci lascerebbe in un limbo pericoloso si rischierebbe davvero di vivere il periodo più buio della storia di ANAS

  5. Per anni la triplice sindacale non si è vista ne sentita..ad Armani hanno permesso tutto..ora devono fare le solite manifestazioni per far vedere che esistono ancora..

  6. COMUNICATO SINDACALE
    Alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’Anas
    Le scriventi segreterie nazionali hanno indetto, per martedì 18 dicembre, con svolgimento
    dalle ore 9,00 alle ore 13,00, un presidio di delegati sindacali, lavoratrici e lavoratori
    Anas, presso Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in Piazzale di Porta Pia a Roma,
    per esprimere forte preoccupazione per la nuova fase di transizione e di incertezza che si prospetta
    per Anas e per sollecitare l’incontro richiesto con nota del 19 novembre u.s., nella quale abbiamo
    evidenziato i seguenti punti:
    – conoscere le determinazioni e gli obiettivi fissati dal Ministero rispetto al futuro assetto
    di Anas Spa, in relazione a dichiarazioni, più volte rese agli organi di stampa, che
    prefigurano la prossima uscita della Società dal Gruppo FS, in assenza dell’indicazione
    di una nuova, diversa, collocazione;
    – ricevere le necessarie assicurazioni rispetto alle previsioni, anche economiche, del Piano
    Industriale e del Contratto di Programma 2016-2020, orientate alla progressiva fuoriuscita
    di Anas dal perimetro della Pubblica Amministrazione;
    – dare continuità ai processi avviati nell’ambito del settore di esercizio, garantendo gli
    investimenti già destinati alle attività di manutenzione e confermando la progressiva
    internalizzazione delle lavorazioni, in un quadro di messa in sicurezza della rete stradale
    nazionale, a tutela dei lavoratori che vi operano e dell’utenza stradale;
    – confermare il piano di assunzioni in corso, da integrare secondo gli impegni assunti,
    anche in riferimento alle Regioni particolarmente carenti e quelle interessate dal
    trasferimento di una quota rilevante di viabilità gestita dagli Enti Locali, per circa 7.000 km
    complessivi;
    – garantire certezza ai tavoli di confronto sui modelli organizzativi, assicurando priorità a
    quello avviato per il rinnovo del CCNL di Gruppo Anas 2019 – 2021, considerando
    l’imminente scadenza, fissata al 31 dicembre p.v.

  7. No Mandosi non é l amico di Cutrufo é L amico di Lupi. Per far carriera in Anas si é anche iscritto a Comunione e Liberazione frequentando regolarmente tutte le iniziative organizzate tranne poi scomparire appena Lupi ë stato cacciato dal ministero. Chiedere al suo amichetto Soccodato per conferma….

  8. alla Sitaf…guidata dal dott. Sebastiano Gallina detto Nino per i suoi soci nei ristoranti di Verdini..oltre alle assunzioni come sono fatte…sicuramente il fidanzato della figlia di Rocco Girlanda..dirigente a 180 mila euro senza laurea assunto 24 ore prima della legge Madia..che non ha mai fatto un giorno di lavoro in Anas per due anni..perchè distaccato al ministero dal sottosegretario del basso del partito democratico..che nessuno ha mai visto neanche lì..e nessuno di Anas o del ministero ha mai controllato le presenze..per trovarlo bastava andare alla segreteria di Verdini…non avrà faticato molto per assumerlo..ma a Gallina oltre che le assunzioni bisogna chiedere degli appalti…ci penserà nelle prossime settimane la magistratura..compreso chiarire le presenze per due anni del suo socio Girlanda….

  9. scandaloso Girlanda..180 mila euro l’anno più i premi..due anni e nessuno sapeva cosa faceva..dove stava..senza controllo..La procura della Repubblica deve incominciare con il contestare il reato di abuso di ufficio per il responsabile risorse umane e tutto il Cda per aver permesso ad un dirigente di non essere mai in ufficio? Agli altri dirigenti rompono le palle con permessi, permessini, schede riepilogative etc e a questo ARMANI ha permesso tutto perchè uomo di Verdini.. Che si sono inventati per farlo andare in giro per i cavoli di Verdini? chi controllava le sue presenze?..per fortuna ora ci penserà la magistratura

    • Ma pensa te, a me mi avevano detto che da Verdini andava sempre Mandosi per cercare di diventare dirigente Anas. Ma chi lo porta uno così che va da tutti?

  10. COMUNICATO SINDACALE
    Alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’Anas
    Le scriventi segreterie nazionali hanno indetto, per martedì 18 dicembre, con svolgimento
    dalle ore 9,00 alle ore 13,00, un presidio di delegati sindacali, lavoratrici e lavoratori
    Anas, presso Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in Piazzale di Porta Pia a Roma,
    per esprimere forte preoccupazione per la nuova fase di transizione e di incertezza che si prospetta
    per Anas e per sollecitare l’incontro richiesto con nota del 19 novembre u.s., nella quale abbiamo
    evidenziato i seguenti punti:
    – conoscere le determinazioni e gli obiettivi fissati dal Ministero rispetto al futuro assetto
    di Anas Spa, in relazione a dichiarazioni, più volte rese agli organi di stampa, che
    prefigurano la prossima uscita della Società dal Gruppo FS, in assenza dell’indicazione
    di una nuova, diversa, collocazione;
    – ricevere le necessarie assicurazioni rispetto alle previsioni, anche economiche, del Piano
    Industriale e del Contratto di Programma 2016-2020, orientate alla progressiva fuoriuscita
    di Anas dal perimetro della Pubblica Amministrazione;
    – dare continuità ai processi avviati nell’ambito del settore di esercizio, garantendo gli
    investimenti già destinati alle attività di manutenzione e confermando la progressiva
    internalizzazione delle lavorazioni, in un quadro di messa in sicurezza della rete stradale
    nazionale, a tutela dei lavoratori che vi operano e dell’utenza stradale;
    – confermare il piano di assunzioni in corso, da integrare secondo gli impegni assunti,
    anche in riferimento alle Regioni particolarmente carenti e quelle interessate dal
    trasferimento di una quota rilevante di viabilità gestita dagli Enti Locali, per circa 7.000 km
    complessivi;
    – garantire certezza ai tavoli di confronto sui modelli organizzativi, assicurando priorità a
    quello avviato per il rinnovo del CCNL di Gruppo Anas 2019 – 2021, considerando
    l’imminente scadenza, fissata al 31 dicembre p.v.

    Mi raccomando pecoroni…domani tutti a fare il presidio..copritevi bene che fa freddo..

  11. euro

    17 dicembre 2018

    Dibennardo: “Nel triennio 2016-2018 Anas ha risanato 14.500 km di corsie stradali, oltre 1,5 miliardi di investimenti”. Bando suddiviso in 12 lotti, 30 milioni per ciascuno.

    Prosegue l’impegno di Anas (gruppo FS Italiane) nel migliorare la pavimentazione e la segnaletica sulla propria rete di strade e autostrade con un bando, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, del valore di 360 milioni di euro nell’ambito del piano #bastabuche, avviato nel dicembre 2015.

    “Il piano #bastabuche, che con il bando di oggi raggiunge un valore complessivo d’investimento pari a oltre 1,5 miliardi di euro – ha dichiarato Ugo Dibennardo, Direttore Operation e Coordinamento Territoriale di Anas – è nato con l’obiettivo di abbandonare la logica del ‘rattoppo’ saltuario, in favore di interventi per il completo rifacimento del manto stradale, in linea con la strategia di Anas che ha messo al centro la manutenzione e il potenziamento della propria rete stradale. Nel triennio 2016-2018, abbiamo infatti risanato 14.500 km di corsie stradali, di cui circa 8.200 solo nell’anno in corso”.

    Il nuovo bando è suddiviso in 12 lotti (30 milioni di euro per ciascuno), per l’affidamento di altrettanti accordi quadro di durata quadriennale, ripartiti per aree regionali come segue: Valle d’Aosta e Piemonte (lotto 1); Lombardia (lotto2); Veneto e Friuli-Venezia Giulia (lotto 3); Umbria (lotto 4); Basilicata (lotto 5); Puglia (lotto 6); Abruzzo (lotto 7); Molise (lotto 8); Calabria (lotto 9); A2 “Autostrada del Mediterraneo” (lotto 10); (lotto 11) autostrade siciliane (A18DIR Diramazione di Catania, A19 Palermo-Catania, A19DIR Diramazione per via Giafar, A29 Palermo-Mazara del Vallo, Autostrada Catania-Siracusa, A29DIR Alcamo-Trapani, A29DIR/A Diramazione per Birgi, A29RACC Diramazione per Punta Raisi, A29 RACCBIS Raccordo per via Belgio); aree Compartimentali di Palermo e Catania (lotto 12).

    L’affidamento degli appalti è stato avviato mediante procedura aperta per l’aggiudicazione di Accordi Quadro, strumento che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto, consentendo quindi risparmio di tempo, maggiore efficienza e qualità.

    Le imprese interessate dovranno far pervenire le offerte digitali, corredate dalla documentazione richiesta, sul Portale Acquisti di Anas https://acquisti.stradeanas.it , pena esclusione, entro le ore 12.00 del 25 gennaio 2019.

    Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara è possibile consultare il sito internet http://www.stradeanas.it alla sezione appalti.

    Siamo una grande Azienda..

  12. Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00656

    Attiva riferimenti normativi
    Copia questo link
    Atto n. 4-00656

    Pubblicato il 9 ottobre 2018, nella seduta n. 45

    LANNUTTI , PATUANELLI , MORRA , CORRADO , LEONE , DI NICOLA , ANGRISANI , GUIDOLIN , FENU , TRENTACOSTE , PRESUTTO , COLTORTI , ROMAGNOLI , CORBETTA , VONO , SILERI , VANIN , LOMUTI , VACCARO , PARAGONE , ROMANO , DRAGO , DI PIAZZA , AIROLA , MAIORINO , FEDE , CASTALDI , DI MARZIO , MATRISCIANO , AUDDINO , CRUCIOLI , PUGLIA , DONNO , PESCO , PELLEGRINI Marco , LANZI , ACCOTO , BOTTO , DELL’OLIO , PIRRO , LUPO , RICCIARDI – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. –
    Premesso che a quanto risulta agli interroganti:
    Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175;
    tra i dirigenti assunti all’interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance, figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano;
    l’Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l’insediamento del Governo Conte;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l’accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta “Dama Nera” o “Zarina”, potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare;
    Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell’attuale capo dell’azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l’uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler “ripulire dalle sacche di malaffare” l’ANAS;
    si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un “cerchio magico” di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND; il “Libanese” veniva nominato amministratore delegato di TECNOSITAF GULF INTEGRATION SYSTEMS WLL (Società del Qatar fondata dall’italiana TECNOSITAF SpA, a sua volta controllata da A.N.A.S. SpA attraverso SITAF SpA, concessionaria dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frèjus); Tecnositaf Italia sottoscriveva solo il 49 per cento del capitale di Tecnositaf Gulf Integration Systems WLL, mentre il restante 51 per cento veniva acquisito da un partner locale, la GULF BUSINESS DEVELOPMENT GROUP di cui sembrano ignoti, al momento, sia i soci sia le quote azionarie possedute dagli stessi. Per individuare questo misterioso partner totalmente sconosciuto nel mondo dell’ingegneria e dei lavori pubblici, non risulta sia stata seguita alcuna procedura ad evidenza pubblica;
    secondo alcune risultanze dietro questo “partner locale” vi sarebbero nomi illustri e che la funzione di questa scatola vuota (non ha infatti dipendenti, mezzi ed attrezzature) sia solo quella di facilitare l’acquisizione di appalti e commesse sulla base dello stesso schema utilizzato da altre grandi industrie nazionali come ENI e Saipem, oggetto di inchieste giudiziarie per corruzione internazionale;
    la Gulf Business Development Group non avrebbe mai realizzato alcun tipo di lavoro o servizio prima della misteriosa partnership e della visita dell’Emiro del Qatar nel gennaio del 2016 eppure, grazie a Mikhael Raymond, riusciva a far sedere al proprio tavolo come socio di minoranza un colosso come la galassia Anas;
    la figura di Raymond Mikael sarebbe stata molto influente anche sul territorio italiano, con alcune imprese (Valori, Aleandri, Rillo, eccetera), che sarebbero state indirizzate da Armani e Palmigiano come consulente free lance esperto in materia di appalti pubblici proprio per ottenerli, i cui incontri si sarebbero svolti a Roma, in Via Poli, nella sede di un ex partito politico;
    non si conoscono i motivi di occultare tale partnership dietro al catena di controllo di SITAF, piuttosto che utilizzare ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE SpA, costituita proprio per operare sui mercati internazionali nell’ambito dei servizi integrati d’ingegneria e fare un accordo diretto e trasparente con i governi locali; questa operazione di ingegneria societaria agevolata, (con sponsor fees d’uso pari al 10 per cento) in Qatar e negli Emirati per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, potrebbe avere lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group;
    in questo scenario emergevano altri aspetti che confermano l’esistenza di un’attività poco trasparente in corso, con VITTONE OMAR (ex Presidente dell’Autostrada del Frejus ed un oscuro passato come dirigente nell’associazione “Stay Behind”) che assumeva contestualmente sia il ruolo di Branch manager proprio di A.N.A.S. International in Qatar (che nulla centra con SITAF e TecnoSITAF) sia quello di Senior Policy Officer proprio della misteriosa Gulf Business Development Group;
    Tecnositaf Gulf Qatar controllata al cento per cento da Sitaf Italia segue moltissime opere in Qatar per AIE SpA;
    considerato che a quanto risulta agli interroganti:
    Bernardo Magrì ricopre la carica di direttore generale di Sitaf SpA e Amministratore delegato di AIE SpA, percependo circa 260.000 euro in Sitaf e 120.000 in Aie, mentre il dirigente Aie Francesco Ceprini avrebbe uno stipendio di 300.000 euro, entrambi al di sopra dei tetti retributivi;
    Paolo Massimo Armani, fratello di Gianni Vittorio, risulterebbe sia stato sindaco in una società italiana con Georges Mikhael fratello del CEO di Tecnositaf Gulf Quatar. Sempre Georges Mikhael in Italia risulta presidente di Sav (Val D’Aosta) e risulta socio di un’altra società con sede in Via Poli a Roma, mentre Rocco Girlanda risulterebbe avere una società in Italia con Gallina Sebastiano presidente di Sitaf SpA e della controllata Sitalfa SpA; AIE SpA è controllata al cento per cento da Anas SpA e dovrebbe aver applicato i tetti retributivi. In Aie e più specificatamente in Qatar risultano dipendenti impiegati con stipendi di oltre 100.000 euro. Inoltre sempre in AIE risulterebbero assunto un certo signor Meo, figlio di un ex dirigente Anas (ex addetto alla trasparenza), anche lui con stipendio che passa i 100.000 euro,
    si chiede di sapere:
    se al Ministro in indirizzo risulti che all’interno di Anas siano tuttora presenti soggetti collegati con la “cellula criminale” attualmente sotto processo a Roma;
    se le retribuzioni, i doppi incarichi, il ruolo di aggiudicazione degli appalti tra Tecnositaf ed Aie, in Italia ed all’estero con la misteriosa Gulf Business Development Group, siano compatibili con il codice degli appalti, la normativa Anac con la stessa AIE, la quale, stando nel consolidato di Anas, dovrebbe applicare il regolamento degli appalti pubblici, con regolare evidenza pubblica;
    se i fatti esposti non debbano essere rigorosamente accertati dal Ministro in indirizzo, con la finalità di rimuovere con urgenza zone d’ombra ed illegalità sia all’estero che in Italia, alcune di esse già ben individuate dai magistrati romani che, a conclusione di un’inchiesta durata oltre 2 anni, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società, per fare chiarezza e trasparenza all’interno dell’Anas, la più grande stazione appaltante italiana chiamata a gestire miliardi di euro di appalti pubblici;
    se l’operazione di ingegneria societaria agevolata in Qatar e negli Emirati arabi per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, abbia lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group e se la figura di Raymond Mikael, molto influente anche sul territorio italiano, non sia adatta all’uopo;
    se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione italiana ed estera di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche bisognosa di nuovi manager, in grado di supportare il vento di maggiore legalità e trasparenza.

  13. Copia questo link
    Atto n. 4-00849

    Pubblicato il 14 novembre 2018, nella seduta n. 58

    LANNUTTI , DI NICOLA , MORRA , DI GIROLAMO , DE BONIS , VONO , LEONE , TRENTACOSTE , CORRADO , PELLEGRINI Marco , CASTELLONE , ROMANO , PARAGONE , DRAGO , FENU , BUCCARELLA , LOMUTI , DI PIAZZA , PESCO , BOTTO – Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della giustizia. –
    Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
    il 7 novembre 2018 si è dimesso l’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, dopo l’intervento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che gli aveva comunicato l’intenzione di non proseguire la fusione tra Anas e Ferrovie; sono seguite le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Fiorani e D’Andrea, facendo così decadere l’intero board;
    restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all’interno di Anas nel contesto del cambio di governance, come riportato nel precedente atto di sindacato ispettivo 4-00656, con i quali sarebbe stato nel frattempo instaurato un rapporto contrattuale a tempo indeterminato;
    un’inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all’interno di Anas era presente una vera e propria “cellula criminale”, come descritto nell’atto di sindacato ispettivo 4-00656;
    come riportato dal quotidiano “La Verità” del 14 novembre 2018, l’attività estera di Anas International Enterprise si sarebbe sviluppata anche in Russia, mediante la costituzione di un’altra società denominata Anas International Enterprise Russ, attraverso la quale sarebbero stati effettuati due bonifici tramite la banca Unicredit Russia di stesso importo (20.650.000 rubli, pari a 1.200.000 euro) a favore della società Legalvest Partners per un contratto simulato di “consulenza finanziaria” sottoscritto il 28 agosto 2017, fondi poi dirottati alla società Russa D.T.I. LLC per aver “facilitato” l’acquisto del 51 per cento delle quote di R.I.C. (Road Investment Company) LLC, una compagnia russa collegata alla concessionaria Avtodor che si occupa di strade ed autostrade;
    il pagamento di questa commissione appare privo di qualsiasi giustificazione (oggettiva o economica) e sarebbe, dunque, fittizia la consulenza finanziaria di Legalvest Partners, che sarebbe avvenuta secondo le disposizioni di Armani e del suo entourage, come dimostrato dal pagamento di quanto corrisposto anche in favore delle società di consulenza societaria contrattualizzate ed incaricate per prestazioni di servizi effettivi: Mag Solution e Studio Pavia Ansaldo; secondo lo stesso schema utilizzato nel caso della società Tecnositaf Gulf Integration Systems Wll (costituita da Tecnositaf e dalla società fantasma Gulf Business Development Group) e per garantire l’effettiva destinazione dei fondi, tale Panferof Dimitri sarebbe stato nominato general manager di Anas Russ, nomina avvenuta su indicazione della predetta D.T.I. LLC, beneficiaria ultima dei pagamenti indicati;
    alcuni approfondimenti sulla gestione di Anas avrebbero evidenziato numerose attività, in contrasto con gli obiettivi sociali di Anas SpA, a favore del gruppo Gavio, principale competitor della stessa Anas in Sud America. I MOU (memorandum of understanding, protocolli d’intesa tra Stato estero ed Anas) poco prima della sottoscrizione sarebbero stati abbandonati su indicazione dell’amministratore delegato di Anas International;
    i rapporti di affari esistenti con il gruppo Gavio, che sarebbero stati instaurati grazie al fratello Paolo Massimo Armani (chief executive officer di Scale Up di AlYaFI Group, società di diritto libanese) ed i fratelli libanesi Georges Mikhael (amministratore delegato di Sav SpA e di Transenergia Srl, partecipate del gruppo Gavio e partner di Terna SpA) e Raymond Mikhael (chief executive officer di Tecnositaf Gulf SpA) sono stati cementati grazie alla nomina di Bernardo Magri, quale amministratore delegato di Anas International Enterprise. In quella che appare come una violazione delle norme vigenti sulla trasparenza, il curriculum vitae di Bernardo Magri non risulta pubblicato sul sito istituzionale di Anas International. Sarebbe in corso un’attività di distruzione dei documenti sull’attività estera di Anas SpA tramite le numerose società partecipate (costituite per quella che agli interroganti appare come una distrazione di fondi), quando invece si richiederebbe un’azione rapida e incisiva al fine di sostituire i relativi organi amministrativi;
    considerato che il 13 novembre 2018 si chiude un processo che potrebbe svelare numerosi aspetti e accordi segreti di un’indagine interrotta prima di coinvolgere tutto il management di Anas. Dopo tre anni trascorsi dagli arresti, con un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo direttore generale e nuovi dirigenti e direttori centrali, l’accoglimento della sua richiesta di patteggiamento aiuterà l’imputata Antonella Accroglianò a non affrontare il processo. La richiesta di patteggiamento della “Dama Nera” è stata accolta a fronte del pagamento di soli 170.000 euro e senza che risulti siano stati coinvolti i Ministeri di settore e l’Avvocatura dello Stato. Le autorità competenti hanno, a giudizio degli interroganti, il dovere di verificare il motivo per il quale Armani abbia deciso la costituzione di parte civile (ancor prima dell’apertura del dibattimento), per poi rinunciarvi. Nel documento predisposto dalla direzione legale e societaria per il consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018, sono riportate le comunicazioni dell’amministratore delegato. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio presentata dall’ufficio del pubblico ministero in data 28 luglio 2017, articolata in 67 capi d’imputazione per molteplici reati, tra i quali la turbativa d’asta (art. 353 del codice penale). La “Dama Nera” era il capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas e, pur avendo tentato invano di essere preposta a capo dell’Ufficio gare e appalti, non avrebbe mai predisposto i bandi di gara, scelto i componenti delle commissioni di gara, fatto parte delle stesse né sarebbe stata mai coinvolta in nessun atto delle relative procedure. Le commissioni di gara sono state sempre composte da un minimo di tre membri e l’Unità appalti era totalmente estranea rispetto all’ufficio di appartenenza della Accroglianò. Per manipolare le gare di appalto, occorreva che tutta la commissione di gara (e chi proponeva e nominava i relativi componenti) fosse d’accordo per raggiungere l’obiettivo, non essendo materialmente possibile che qualcuno, esterno alla stessa commissione (come la “Dama Nera”), potesse in autonomia dirottare l’aggiudicazione verso una determinata impresa all’insaputa di tutti i commissari o grazie anche solo a uno di loro,
    si chiede di sapere:
    se i Ministri in indirizzo ritengano che la decisione del consiglio di amministrazione di Anas del 17 settembre 2018 di rinunciare alla costituzione di parte civile nel procedimento penale citato, con la proposta dell’imputata Antonella Accroglianò di patteggiare, non possa avere l’effetto di occultare responsabilità, che, al contrario, occorre accertare;
    se non si debbano predisporre, nell’ambito delle attribuzioni di legge, ispezioni sulle società italiane ed estere rientranti nella galassia Anas, per verificare correttezza e trasparenza di gestione nelle attività e negli intrecci societari;
    se non vada verificata la presenza di intrecci tra parentele ed assunzioni all’Anas che costituiscano possibili violazioni delle norme sulle pubbliche assunzioni;
    se la ventilata nomina di Ugo Dibennardo in sostituzione di Armani, riferita da diversi quotidiani, non costituisca elemento di continuità con le precedenti gestioni e se non si ritenga invece urgente attivare le procedure ispettive previste dall’ordinamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione delle attività italiane ed estere di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche, che avrebbe bisogno di nuovi manager, in grado di supportare l’attuazione dei principi di legalità e trasparenza.

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