Non se vedemo più, non se vedemo più. Se salutamo adesso, se salutamo adesso”. Almeno questo è quello che sperano i tifosi della Lazio dopo la notizia riguardante l’arbitro Paolo Tagliamento che, per motivi anagrafici (ha 46 anni e quindi superato il limite di età per arbitrare), sarà costretto ad appendere il suo fischietto al chiodo e mettere così la parola fine alla sua carriera.

Un sospiro di sollievo sicuramente per il popolo biancoceleste, perché il direttore di gara nato a Terni rappresenta ormai un vero e proprio tabù per la squadra capitolina.
A dir poco disastroso infatti il bilancio con la Lazio.

Sono ben 14 infatti le sconfitte per il team allenato da Simone Inzaghi quando si è trovato di fronte Tagliavento, 4 pareggi e 10 vittorie. Curioso il fatto che la squadra con più successi con il fischietto internazionale sia la Roma (21 vittorie su 33 incontri).

Al di là dei numeri, il direttore di gara umbro non è che abbia mai mostrato troppa lucidità quando ha incontrato sulla sua strada la Lazio.

Specialmente negli ultimi anni: con lui ad arbitrare, i romani hanno vinto solo con la Fiorentina, 4-0, nel 2015 e con la Spal in questa stagione.

I risultati nei derby con la Roma, poi, ancora non sono andati giù ai tifosi biancocelesti: 3 sconfitte su 4, con i laziali che ancora recriminano per un penalty decisivo concesso a Dzeko per un fallo commesso da Gentiletti un metro fuori dall’area di rigore in una stracittadina del novembre 2015.

Insomma una storia d’amore mai sbocciata quella tra Tagliavento e la Lazio.

Sarà perché su Internet si trovano diversi articoli e testimonianze di una sua simpatia (per non dire tifo) per la Roma, o forse sarà soltanto una casualità.

Quel che è certo che tutto il popolo biancoceleste spera di non doverselo ritrovare adesso come designatore. Tutti in coro, in modo educato, si augurano quindi un bel “a non rivederci signor Tagliavento. I suoi torti, forse, sono finiti”.

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Paolo Signorelli
Classe 1986. Giornalista e grande tifoso laziale ed esperto di calcio.

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