Presi a Sassate e spiazzati dalle immediate epurazioni fatte dai Carabinieri per lo scandalo di Piacenza, anche i pavidi vertici dell’Aeronautica hanno cominciato a scuotersi dalla cappa d’imbarazzo per l’inchiesta sugli appalti. Sono stati finalmente sospesi dal servizio il  brigadiere generale Giuseppe Midili (degno erede di Gennaro Cuciniello al vertice del Servizio di Commissariato ed Amministrazione), il colonnello Michele Minenna, capo Reparto Commissariato di Guidonia ed il tenente Simone Orro, in servizio a Pratica di Mare. Tutti e tre facevano parte della lista di arrestati, messi ai domiciliari e indagati (64 in tutto) che comprendono imprenditori ed altri ufficiali e sottufficiali dell’Arma Azzurra, dell’Esercito e della Guardia di Finanza per lo scandalo delle tangenti al 10% sulle forniture militari. Un giro di mazzette valutato intorno ai venti milioni di euro. Stesso provvedimento già adottato per l’altro colonnello coinvolto nell’inchiesta e arrestato, quell’Antonio Natale Palmieri, soprannominato “Luparetta” (tutto un programma), che ha parlato di “40 anni di impicci” e del famoso pranzo senza pagare al ristorante di Pratica di Mare tra Midili e l’attuale CSMA Alberto Rosso.

Un capitolo a parte, ancora tutto da scrivere, invece, riguarda l’eventuale responsabilità per “culpa in vigilando” che potrebbe essere contestata disciplinarmente al generale Silvano Frigerio, il “supervisore” dei commissari dell’AM, promosso a tre stelle proprio nel dicembre scorso. Dopo essere appena succeduto al generale Settimo Caputo, altro attentissimo “supervisore”. Talmente attento a quanto avveniva nell’ambito dei gangli del commissariato, da essere ingaggiato come consulente (a centomila euro l’anno, oltre la pensione) da Alessandro Profumo in Leonardo.

E un capitolo a parte, ma con seri rischi di insabbiamento, visto il clima, riguarda pure i retroscena e gli appoggi che hanno consentito al brigadiere generale Midili la fulminea carriera, con tanto di incomprensibili scavalcamenti di colleghi più titolati e meritevoli di lui negli avanzamenti di grado. Cosi come meriterebbero approfondimenti adeguati altri retroscena, come quelli che hanno portato alla creazione delle Direzione Intendenza a Pratica di Mare, che tanto stava a cuore a Cuciniello, Midili e all’ineffabile “Luparetta”.

È troppo riuscire a sapere chi l’ha voluta e sponsorizzata, visti i brillanti risultati? O i tanti ufficiali onesti e per bene dell’Aeronautica si devono rassegnare a quanto ha fatto capire il loro Capo di Stato Maggiore, quando una settimana fa, parlando a generali e colonnelli del Commissariato, ha scelto la comoda strada dello “scaricabarile”?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

17 Commenti

  1. ahi ahi ahi…signora Longari….questo PROFUMO compare spesso sulla scena…sarebbe il caso di accendere un faro?..Ma no…no…la congiuntura sanitaria impone mutatis mutandis….e i piu’ valorosi da Leonardo si accomiatano

  2. C’è qualche errore nell’articolo.
    Midili, Minenna e Orro non sono agli arresti. Lo sono Cuciniello e Palmieri. Il pranzo a cui ci si riferisce con il capo di SMA è quello con il capo di allora e non con il Gen Rosso. A parte questo la sostanza è certamente quella descritta.

  3. Che schifo, tutti sapevano e subivano certe situazioni, ma finché le carriere sono demandate alle commissioni di avanzamento in assoluta discrezionalità, peraltro avallata da TAR e Consiglio di Stato, i cui giudici sono al soldo delle amministrazioni con incarichi di insegnamento e consulenze, beh! credo che sia tutto assolutamente conseguenziale.

  4. Mi sembra che ci sia una gran confusione in quello che ha scritto, le sue gole profonde non sono bene informate o non sanno leggere.

  5. Dott. Paglia, ha centrato il tema: stanno coprendo tante cose e tante altre ne verrano fuori! E l’ultimo anonimo (Che parla di gran confusione) è forse uno di loro. Vergognati. Ci sentiamo presto dott. Paglia e non si fermi.

  6. L’area della Difesa andrebbe rifondata ab imis fundamentis e con essa anche Leonardo dove alti manager intessono rapporti con la suddetta area,e’di una evidenza lapalissiana che tale Signor Paglia ci renda edotti su dinamiche che altrimenti rimarrebbero ascose all’opinione pubblica,gutta cavat lapidem…giungeremo allo strato ultimo….

  7. Dr Paglia vada ad indagare sui trasferimenti di personale che si fanno alla DIPMA, la Direzione per il Personale Militare dell’Aeronautica e poi ci risentiamo. Li girano tanti soldini su conti correnti aperti ad-hoc ed intestati ai propri genitori.

  8. Ogni occasione è buona per infamare tutti indiscriminatamente. La vicenda di cui si parla è vera e di personaggi sono ed erano noti per la loro “facilità” di gestione. La colpa è certamente loro ma anche di chi li ha lasciati fare impunemente. Questa è solo la punta dell’iceberg. La collusione, le agevolazioni mirate, i favori sono nel sistema.

  9. Ma come mai tutto questo accanimento sull’Aeronautica e su 1 nome in particolare e sulla sua carriera? L’inchiesta mi sembra sia incentrata anche sull’esercito, ma a questo giornalista, o alle sue importanti fonti, questo non interessa. Meglio concentrarsi su un presunto reato di turbativa d’asta piuttosto che su tangenti milionarie.

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