Ve la ricordate Orietta Petra? È la coraggiosa ex dipendente di David Biancifiori – titolare di un’azienda che per anni ha fornito strumenti di scena e allestimenti per gli spettacoli della Rai, poi arrestato – che raccontava come per l’imprenditore il pagamento delle tangenti fosse “fatto normale nella sua politica aziendale”. (leggi qui)

La supertestimone che ha denunciato questo sistema sistema corruttivo – che gli stessi Pm hanno a suo tempo definito “mafioso” – ora vive sotto scorta, dopo aver ricevuto pesanti minacce alla sua incolumità.

E mentre in Rai non ci giunge voce di significative “bonifiche” del malcostume diffuso, la Petra si sfoga in una lunga intervista al Corriere della Sera (leggi qui)  nella quale racconta le ripetute minacce subite. L’ultima pochi giorni fa. E lei, giustamente, ha paura. Perché in uno Stato sconclusionato come il nostro, sono i giusti a temere, non i ladri.

La Petra, che sebbene sotto scorta non ha ancora ottenuto lo status di testimone di giustizia, si sente esposta. L’elenco delle intimidazioni è lungo: «A dicembre 2014 — racconta — due uomini vengono sorpresi sul terrazzino della mia abitazione: il cane della vicina abbaia e li mette in fuga. A luglio 2015 trovo un biglietto: “l’uccellino smetterà di cantare”. A novembre, alla stazione ferroviaria di Monterotondo, due uomini con caschi integrali si avvicinano. Faccio in tempo a vedere che uno dei due ha la pistola. Tempo dopo, ancora in stazione, un uomo mi punta un coltello alla pancia. Il 27 novembre qualcuno devasta il mio appartamento…»

Probabilmente in cuor suo starà pensando “ma chi me lo ha fatto fare?“. Come dare torto a una donna che da anni è costretta a vivere con il timore che possa succedere qualcosa a lei o alla sua famiglia, mentre in Rai nulla (o poco) è cambiato? Il tutto mentre i corrotti sono liberi di intrufolarsi nel suo ufficio. Non ufficio qualunque, l’ufficio di un ente pubblico. Una sede istituzionale. Liberi di entrare e di uscire impuniti.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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