Nell’agosto scorso, quindi quasi un anno fa, ci siamo occupati dei taser, le pistole elettriche di cui avrebbero dovuto essere dotate le nostre forze dell’ordine.

Se ne parlava come se fosse ormai tutto pronto, sebbene non solo non fosse mai stata indetta una gara di appalto tra gli aspiranti produttori, ma non era nemmeno stata coinvolta la Consip, la centrale acquisti della PA.

La situazione era resa ancor più confusa dal ricordo dell’arresto, nel 2001, di tre alti dirigenti del Viminale perché avrebbero ricevuto soldi e regali per favorire la commercializzazione nel nostro Paese di un taser di produzione americana. Poi non se n’è saputo più niente.

In queste settimane l’argomento è tornato in auge, caldeggiato dal ministro dell’Interno Salvini che ha criticato la scelta di Milano di bocciare la sperimentazione del taser per gli agenti della polizia locale, perché giudicato “pericoloso”.

Un rifiuto comprensibile, per carità. Ma non si riesce a capire come mai, vista la necessità di sistemi di difesa potenzialmente non letali, non si cerchino comunque delle valide opzioni. Basti pensare a Trade Company srl di Sarzana, azienda nello spezzino, che ha presentato una nuova soluzione che sta avendo successo assoluto in tutto il mondo.

Sempre che si voglia davvero portar avanti questa questione, eh? Perché tutta questa lentezza mista a esitazione, inizia a diventare un po’ sospetta…

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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