Sembrava archiviata la polemica tra Danilo Toninelli, titolare dei Trasporti, e il Gruppo Onorato. Storia del 17 gennaio scorso, quando l’esponente del Governo ha fatto tappa in Sardegna e lanciato strali contro Tirrenia promettendo di “mettere fine al monopolio”.

A Toninelli aveva risposto il presidente Vincenzo Onorato attraverso una nota in cui parlava di “pura demagogia da parte di un ministro impreparato“. Oggi, a quasi una settimana della scontro, sul tema è tornata Confitarma che ha preso le difese del titolare dei Trasporti.

La Confederazione nazionale degli armatori sostiene che “non esiste alcun rischio di perdita di lavoro per i marittimi italiani, qualora non venga rinnovata l’attuale convenzione Tirrenia-Cin in quanto, in base alla legge vigente, gli equipaggi delle navi che operano in servizi di cabotaggio devono essere obbligatoriamente comunitari”, è scritto.

A stretto giro una nuova replica di Onorato, a sua volta difeso da Assarmatori che osserva, attraverso il presidente Stefano Messina: “La convenzione che assegna a Tirrenia-Cin i servizi della continuità marittima è frutto di un accordo di natura contrattuale validamente concluso con lo Stato e attualmente in essere”.

Onorato bolla “il comunicato odierno di Confitarma” come “colmo di menzogne e inesattezze”. E precisa: “Rispondo a Manuel Grimaldi, in quanto vero dominus di Confitarma che parla e scrive per bocca del portavoce Mario Mattioli, insignito della pomposa carica di presidente”.

Quanto alla presunta non esistenza di riduzione dell’occupazione, il presidente di Moby e Tirrenia spiega: “Se così fosse, la Confitarma dovrebbe spiegare come mai Grimaldi, sulla Civitavecchia-Porto Torres, impiegava circa 100 marittimi extracomunitari che ha provveduto gradualmente a sbarcare solo dopo la pubblica denuncia da parte mia”.

Ancora: “Non sono con questa mia a difendere la convenzione Stato-Tirrenia, convenzione fra l’altro che io ho ereditato con l’acquisto della Compagnia e che ritengo storicamente superata. Per chiarezza: i 72 milioni di euro che lo Stato garantisce sono per i trasporti non solo per la Sardegna, ma anche per la Sicilia e per le isole Tremiti. Quindi ciò che dichiara la Confitarma – e cioè che vengono erogati esclusivamente per la Sardegna – si chiama dalle mie parti ‘menzogna’”.

Onorato sottolinea: “È singolare che Confitarma non citi mai i 150-200 milioni di euro che, a vario titolo, Stato e Regione Sicilia erogano per le linee minori in Sicilia agli ex soci del signor Grimaldi o dei 60 milioni senza gara appena stanziati sempre per i collegamenti per le isole minori. Una nuova gara per i trasporti marittimi deve veder beneficiate tutte le compagnie e potrebbe ispirarsi al modello francese per la Corsica con dei paletti fissi che escludano compagnie stagionali e chi imbarca marittimi extracomunitari lasciando a casa gli italiani. La battaglia che Grimaldi sta conducendo, nascondendosi dietro alla Confitarma, è una lotta per la sopravvivenza. Per un gruppo come il suo, che ha miliardi di euro di debiti e che opera dumping sociale sulle rotte internazionali impiegando marittimi extracomunitari per onorare i suoi impegni finanziari già ha riprodotto questo modello in Italia sulle rotte di cabotaggio”.

Il presidente di Moby-Tirrenia replica, punto per punto, anche al passaggio di Confitarma in cui si legge: “Ancora una volta il tema della disoccupazione dei marittimi viene strumentalizzato. Infatti, Torre del Greco conta più di 85000 abitanti: parlare di 50mila marittimi disoccupati di fatto sminuisce le problematiche dei circa 3000 marittimi locali che in parte effettivamente navigano ed in parte realmente sono in cerca di occupazione”. Onorato dice: “Lo strumento della disinformazione è uno degli elementi chiave di Confitarma: non ho mai parlato di 50mila marittimi senza lavoro a Torre del Greco, ma in tutta Italia. Sarei potuto essere più preciso se Confitarma non si fosse rifiutata di dare al Mit (ministero dei Trasporti) il numero di extracomunitari imbarcati sulle navi italiane. Ricordo a chi mi legge – continua Onorato – che una nave battente bandiera italiana è un pezzo del nostro Paese ovunque essa si trovi; fornire informazioni sugli extracomunitari presenti a bordo coinvolge anche un problema di sicurezza nazionale”.

Onorato chiama quindi in causa Assarmatori e fa notare: “Al contrario di Confitarma, ha fornito al Mit tutte le informazioni possibili in merito. Ciò che mi sta a cuore è il futuro di tanti marittimi che sono a casa senza lavoro e di quelli che vorrebbero trovare un imbarco, ma non lo trovano perché vengono loro preferiti extracomunitari sfruttati quali schiavi del Terzo Millennio ed essi stessi prime vittime di questo sistema. Una globalizzazione della miseria che affama il Mezzogiorno e non solo – ma anche Genova e Trieste, scuola e fucina di marittimi da centinaia di anni – che è utile soltanto alla lobby degli armatori che Confitarma protegge, di cui Grimaldi è il caposcuola, che sfrutta una legge – la 30/98 – che garantisce la quasi totale esenzione fiscale degli utili prodotti e lascia gli italiani a terra, in assenza di appropriati controlli che oggi lo Stato non effettua. Il mio cuore è per il futuro della gente disoccupata a casa, dei tanti giovani che vorrebbero, ma non intraprenderanno mai, una carriera sul mare e, non da ultimo, per i miei ragazzi della Scuola di Mascalzone Latino di Napoli dei quartieri difficili che noi avviciniamo al mare e a cui dovrò, e non da solo, assicurare un lavoro”.

Onorato conclude così: “La bandiera italiana oggi è la bandiera panamense del Terzo Millennio; è bene che il nuovo governo dia un segno di discontinuità con le amministrazioni passate e provveda a effettuare quei legittimi controlli che mettano con le spalle al muro questi armatori-speculatori che sono la vergogna della grande tradizione della marineria italiana. Invito i marittimi italiani e tutti coloro che vogliono trovare nel mare una dignitosa collocazione e fonte di sussistenza a intraprendere tutte le azioni legittime per porre fine a questa vergogna che infanga la nostra gloriosa bandiera”.

Sul fronte di Assarmatori, Messina scrive, tra le altre cose: “La nostra associazione – che rappresenta la stragrande maggioranza degli armatori di linea operanti nel cabotaggio nazionale e trasporto pubblico locale occupando la quota più rilevante di marittimi italiani su navi battenti bandiera italiana – ha già espresso in più di un’occasione la propria posizione. Premesso il rispetto delle norme, della legge e quindi della convenzione vigente, Assarmatori esprime piena disponibilità a collaborare alla definizione di un nuovo quadro che consenta di garantire la continuità territoriale, a patto che anche in quell’ottica siano rispettate le leggi da parte di tutti gli operatori: il che significa obbligo di utilizzo di marittimi italiani e/o comunitari nonché garanzia di fornitura del servizio nel corso di tutto l’anno”.

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