L’11 ottobre del 2010 è stato sottoscritto un protocollo di Intesa tra l’Istituto di Studi Politici San Pio V (ente promotore dell’allora “Libero Istituto Universitario S. Pio V”, oggi UNINT) e la Fondazione FORMIT.

Questo protocollo faceva subentrare quest’ultima nella gestione dell’Ateneo, con una donazione di un milione e duecentomila euro – da Fondazione FORMIT all’Istituto di Studi Politici San Pio V – per lo sviluppo di studi e ricerche. Il tutto senza prevedere un termine finale per la gestione.  Il protocollo di intesa (autorizzato dal MIUR) prevede anche una clausola – punto 12 – che lo rende illecito: la volontà di eseguirlo anche in presenza di clausole nulle o comunque inefficaci.

L’ateneo organizza anche le abilitazioni per i docenti della scuola su delega ministeriale. La UNINT quest’anno ha avuto circa 500 posti rispetto ad altri atenei immensi che ne ricevono meno della metà. Selezioni gestite direttamente dalla UNINT.

Oggi la Fondazione FORMIT è presieduta da Giovanni Bisogni e dal figlio Fabio Bisogni, presidente e vicepresidente, e la UNINT vede come Presidente e Vicepresidente i medesimi soggetti.

Negli anni 2013-2016 UNINT e FORMIT svolsero una ricerca col Ministero della Salute che elargì 4.300.000 euro (da notare che La Sapienza, primo ateneo d’Europa con un Policlinico, ne prese 800mila), il dipartimento ministeriale interessato era quello dei Dispositivi Medici.
In quella ricerca, ma anche in altre, furono rendicontate attività di docenti che neppure sapevano di farne parte. Uno di essi ha denunciato la vicenda e oggi Giovanni Bisogni è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, Pubblico Ministero Palazzi. Tant’è che lo scorso 7 marzo vi è stata una perquisizione della Guardia di Finanza, , durata 10 ore, all’interno dell’Ateneo di via delle Sette Chiese ed anche nella sede della Fondazione FORMIT.
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here