Nuovo capitolo nella saga Università degli Studi Internazionali di Roma – Unint e il Ministero della salute. Il pm Mario Palazzi ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente dell’Unint,  Giovanni Bisogni, formalmente dimessosi ma spesso ancora avvistato in Ateneo. Gli atti sono stati anche trasmessi all’Avvocatura dello Stato per valutare la sussistenza di una ipotesi di danno erariale.

La vicenda di cui avevamo parlato nel marzo 2019, come ricorderanno i lettori, riguardava una imponente elargizione di fondi pubblici – quasi 4 milioni di euro ripartiti tra l’Ateneo Unint e la fondazione Formit che lo controlla (di cui Bisogni era presidente fino allo scorso anno)– rendicontati con indicazioni di docenti e soggetti che nulla sapevano della ipotetica ricerca inerente i dispositivi medici. Fondi elargiti da un preciso settore del ministero della Salute – la Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico – all’epoca guidato dal Direttore Generale Marcella Marletta  (sembrerebbe non indagata).

La cosa singolare è, che a fronte di tali gravissime accuse formulate dalla Procura, il Miur (ora spacchettato in due Ministeri, uno per Istruzione ed uno per Università e Ricerca) manifesta una forte inerzia ad esercitare le proprie prerogative di vigilanza (potere di controllo che la legge attribuisce al Miur sugli Atenei Pubblici e Privati) con il conseguente commissariamento dell’Ateneo che ha come ente promotore l’Istituto di Studi Politici San Pio V che, nell’ottobre del 2010 ha stipulato un protocollo d’Intesa che ha conferito la gestione dell’Ateneo Unint alla fondazione Formit. Gestione senza una data di scadenza e senza l’obbligo di una rendicontazione. Di fatto una modalità di vendita mascherata che la dice lunga sulla trasparenza di quello che è il più piccolo Ateneo stanziale d’Italia ma che si erge a protagonista di grandi intrecci in barba alle regole e mancando di rispetto alle famiglie che fanno enormi sacrifici per pagare rette da 8 mila euro l’anno.

La Unint dalla procura di Roma ha anche subito due mesi fa un sequestro preventivo di 480 mila euro di cui nessuna informativa sembrerebbe sia stata data al CdA nel quale vi sono ben tre avvocati, molto vicini a Bisogni, calabrese trapiantato a Roma da anni e inserito  negli ambienti Ex-Iri da dove proviene.

Insomma, tanti ingredienti per una vicenda che va assumendo contorni davvero sconcertanti scoprendo e dipanando scenari inquietanti in un luogo che lancia proprio quest’anno un Corso di Laurea sulla Sicurezza Internazionale e che pretende di insegnare ai poveri sventurati studenti …… “le scienze criminologiche”. Staremo a vedere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.