Se Papa Francesco sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di sostituire perfino il “fedelissimo” cardinale Pietro Parolin alla guida della Segreteria di Stato, pur di fare davvero piazza pulita dopo gli scandali finanziari esplosi negli ultimi giorni (leggi qui), le indagini dei Promotori di Giustizia vaticani puntano decise a chiarire i rapporti tra l’ex-Sostituto Angelo Becciu e lo spregiudicato finanziere Raffaele Mincione.

Perché non sembra essere un caso che i legami tra gli Affari Generali e questo misterioso personaggio, figlio di un’umile portiera di Pomezia e diventato un po’ troppo rapidamente protagonista di grandi investimenti all’ombra della City londinese, coincidano proprio con la nomina di Becciu nel suo vecchio e delicatissimo incarico in Segreteria di  Stato (2011-2018).

E proprio da questi contatti con Mincione, ora alle prese con la scalata a CARIGE, sarebbe nato quell’investimento da 200 milioni di euro, nel fondo Athena Capital Global Opportunities, che ha portato all’acquisto – da parte del Vaticano – del megastabile di Chelsea al centro dell’inchiesta giudiziaria della Santa Sede.

A Parolin, invece, sarebbe imputata solo una “culpa in vigilando”. Tanto è vero che il Papa starebbe pensando – sulla scia di quanto deciso un anno e mezzo fa nei confronti di Becciu, al sorgere dei primi dubbi relativi ai suoi comportamenti sulle vicende Bambin Gesù-Gemelli e Mater Olbia – ad una sorta di “ridimensionamento” soft:  la nomina a Patriarca di Venezia. Dove, al momento, c’è un semplice arcivescovo mai innalzato al rango di cardinale, Francesco Moraglia, a suo tempo esiliato in laguna nell’ambito delle epurazioni riguardanti il circolo dei bertoniani di stretta osservanza.

Le voci fatte circolare in Vaticano parlano addirittura delle conseguenze di un’autonoma sollecitazione in questo senso manifestata a Francesco dallo stesso Parolin. Che non ha mai fatto una di quelle esperienze pastorali così care a Bergoglio e avrebbe anche manifestato il desiderio di stare più vicino all’anziana madre, residente a Verona. Senza contare, poi, che già ben due Patriarchi di Venezia, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I, sono poi diventati successori di Pietro…

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

2 Commenti

  1. Capisco poco di Vaticano ma .. gli scandali economici del Vaticano hannno precedenti innumerevoli, basta ricordare lo scandalo IOR che coinvolse i Cardinali in tempi non tanto passati … la Gestione disinvolta di Gotti Tedeschi … che fece un accordi amichevole .. con le M . Il nostro … poi accusò il Papa di eresia … bel coraggio .. I Papi misero al comando delle finanze uomini di fiducia .. cardinali o finanzieri chiamati ad amministrare risorse enormi … tuttavia gli scandali continuano .. ( si può dire che non siano mai terminati .. dal tempo della vendita delle indulgenze che provvocò la riforma Luterana .. poi le altre) . Quello che è cambiato è solo il fatto che grazie alle lotte ci sia più informaziobe e meno virgolette riservatezza su questi fatti … e molta, moltissima strumentalizzazione …

  2. Non ha relazioni dirette con il precedente commento ma …
    I rapporti con le mafie hanno creato problemi sia alla Banca Vaticana (l.O.R.) sia alle Banche di San Marino, sia molto probabilmente alle banche Monegasche (data la vicinanza con zone del Ponente Ligure con potenti ndrine (dove, guarda caso Lega e F.I. sono quasi egemoni) . Se consideriamo che il giro ďaffari solo per droghe, che passano nelle grandi discoteche delle coste fino a Rimini, è ENORME, si possono capire molte, molte cose. Oggi non è un caso se la Chiesa, per venire a capo di certe, imbarazzanti situazioni si sia affidata all ex Procuratore di MAFIA CAPITALE , speriamo bene …

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