domenica, 15 Settembre, 2019

Venezia, nave da crociera urta battello: tensione Lega-M5S. Assarmatori: “Soluzione già sul tavolo”

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La tragedia sfiorata nel canale della Giudecca, a Venezia, sta avendo strascichi pesanti all’interno del governo giallo-verde. Stamattina, a causa di un’avaria, la MSC Opera, 65mila tonnellate di stazza, si è scontrata con un battello sul quale c’erano 130 turisti. Il bilancio è di 4 feriti, nessuno grave.

Il ministro delle Infrastrutture Toninelli è subito intervenuto promettendo che lo stop alle grandi navi in laguna arriverà entro la fine di giugno. Ma questo non gli ha risparmiato l’ira di Matteo Salvini che ha attaccato i Cinquestelle«mi risulta che una soluzione fosse stata elaborata e condivisa già dall’anno scorso» ha sottolineato facendo riferimento all’«allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera». «Ma tutto ciò – ha sottolineato Salvini – è bloccato da mesi perché è arrivato un ‘no’ da un ministero romano, e non è un ministero della Lega». «Sono stufo dei no – ha aggiunto – perché con i no l’Italia va a fondo. Facciamo che da giugno ricominciano i sì».

La nave, prima dell’impatto, ha suonato per dieci minuti la sirena. Ma il bacino era pieno di barche che si preparavano per lo “sposalizio con il mare”, evento tradizionale di Venezia.

Secondo Pino Musolino, presidente dell’autorità portuale dell’Adriatico settentrionale, «è evidente che bisognerà muoversi a tutti i livelli con la massima celerità per dare finalmente una soluzione al traffico delle grandi navi a Venezia, liberando dal traffico crocieristico il bacino di San Marco e il Canale della Giudecca».

Sull’argomento “grandi navi a Venezia” è intervenuta anche Assarmatori che rivolge un invito alle Istituzioni affinché «siano accelerati i tempi di una scelta definitiva che coniughi la necessità di difendere il ruolo di “home port” crocieristico di Venezia e le esigenze di sicurezza, tutela ambientale e artistica della città. Già da tempo è sul tavolo da tempo il progetto che prevede i dragaggi e quindi una soluzione alternativa alla Giudecca attraverso l’utilizzo del canale Vittorio Emanuele».

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