Desideriamo aprire questo articolo rinnovando le nostre scuse all’Aero Club di Torino che, erroneamente, abbiamo indicato come facente parte del Comitato organizzatore dei World Air Games 2009, al contrario “l’Aero Club Torino, nella persona del presidente Angelo Moriondo, si è messo a capo del “Comitato promotore” che, raccolti i fondi necessari (forniti in massima parte dalla Regione Piemonte), ha presentato la candidatura di Torino per l’organizzazione dei Giochi.” Come riportato testualmente nel sito dell’aeroclub (leggi qui).E lo stesso Moriondo era presente alla Conferenza annuale FAI 2009.

I WAG, lo ricordiamo, si sono chiusi con un passivo di 300000 USD (trecentomila dollari) più 30000 (trentamila) euro che la stessa FAI pretendeva dagli organizzatori tra cui AeCI come riportato nel verbale ufficiale (paragrafo 8.3 del verbale, leggi qui). Ma questa è storia che lasciamo alla Corte dei Conti, perché intanto la situazione di Leoni si complica.

Chissà quante volte sarà capitato a lui, leghista duro e puro, presidente della Consulta Cattolica di battere il pugno in parlamento contro i transfughi verso altri partiti soprattutto quelli dei temutissimi “mangiabambini”. Eppure per il più crudele dei contrappassi è toccato pure a lui, Giuseppe Leoni, già senatore leghista, amico fraterno di Bossi e padrino di Giorgetti, andare a baciare l’anello di Renzi per trovare chi lo ascoltasse. Ecco i fatti.

Maggio 2020. Mentre tutti cercano di capire come uscire dal lockdown e i più diligenti ed avveduti si danno da fare per cercare di sostenere, con misure concrete ed immediate, i settori di interesse, quattro bellimbusti di Italia Viva e del PD, Bendinelli, Ferri, Paita, Nobili, Marco Di Maio, tirano fuori un disegno di legge per riformare l’aviazione da diporto sportivo (VDS).

Vedi la proposta respinta. Sono piloti, appassionati che seguono la materia? No. Sono gente con una preparazione tecnica nel settore? No. Eppure in quei giorni Leoni che, a sentir lui, “era fuori dall’Aero Club d’Italia”, lavora solo per un proprio vantaggio politico.

Quindi: NO al sostegno a chi chiede (presidente della Commissione Trasporti del senato) misure finanziarie immediate da inserire nei decreti per gli Aeroclub, le scuole di volo, per i piloti, per i proprietari di velivoli da turismo, ma sì ad una riforma vecchia di anni e che gli esperti giudicano zoppa, cieca e, soprattutto, inattuabile.

Lo dice la Commissione Trasporti della Camera pochi giorni fa. Il disegno di legge (leggi qui) presentato dai bellimbusti al servizio di Leoni, senza nessun coordinamento con tutti i rappresentanti legali del settore, è stato sonoramente rigettato. Mancano le basi tecniche.

Perché? Perché qualche bella testa della corte dell’ex Barone Verde ha pensato di passare ai parlamentari nuovi amici di Leoni una bozza di regolamento elaborato dai tirapiedi del barone verde nel 2014 dimenticando che l’Agenzia Europea per la Sicurezza del Volo (EASA) ha modificato radicalmente il quadro di riferimento.

E così bozze con proposte sbilenche e incomplete, che dovevano servire solo ad un coordinamento mai avvenuto (!!) con il ministero dei trasporti ed ENAC, diventano un disegno di legge. Segno di una incapacità, prima di tutto politica, di comprendere la differenza tra una legge e dei regolamenti.

Però quel disegno di legge, che nel settore nessuno vuole perché nessuno ne condivide i contenuti, gira ancora per i corridoi di Camera e Senato e certo Leoni, ormai isolato da tutto l’ambiente del volo da quello agonistico a quello amatoriale, cercherà di portarlo avanti per aggiungere un’altra medaglietta di latta alla sua collezione.

E a sancire la nuova famiglia politica di Leoni, l’on. Bendinelli lo ha omaggiato con una visita alla sede di AeCI (vedi foto). Di certo i suoi colleghi non vorranno essere da meno!

Nel frattempo sui campi di volo Leoni se la prende con i piloti di ultraleggeri: più di 14mila persone che non hanno alcuna rappresentanza in AeCI, non ottengono nessun vantaggio ma pagano le tasse all’Aeroclub di Leoni costituendo più del 40% delle entrate.

Si tratta di soldi pubblici che AeCI ha facoltà di usare per favorire enti privati come gli aeroclub federati. Chi vigila?

Due “rappresentanti ufficiali” dell’Aero Club d’Italia (con rimborso delle spese di viaggio a carico di AeCI?): il signor Gianaroli, presidente dell’aeroclub di Pavullo, fedelissimo del Barone e il celeberrimo professor Ricci, già incoronato come l’Infante di Leoni, hanno portato il pensiero dell’AeCI e del suo presidente ad una riunione di piloti.

La prima affermazione è stata emblematica: “I problemi dell’Aeroclub d’Italia sono causati dai piloti”, perché protestano, vogliono conoscere come si prendono le decisioni, come si spendono i soldi dell’ente, addirittura si rivolgono agli organi di stampa per denunciare inciuci e mancanza di trasparenza.

Come dire: “Zitto e paga!” al resto pensiamo noi. Modi di fare da corte di Luigi XVI e, sembra, che anche oggi ci sia una principessa che alberga nel modesto maniero di via Beccaria. Se da anni è conosciuta come la “Zarina”, un motivo deve pur esserci?
Intanto, forse anche sulla spinta di Sassate, si muovono i presidenti di aeroclub, gente abituata a vivere alla corte di Leoni, a beccarsi le briciole e tacere come nel 2017, alle ultime elezioni dove Leoni ha fatto il Lukashenko del volo.

Qualcuno ha preso male l’esternazione di Ricci: “AeCI non può dialogare con i piloti perché non ha una struttura per essere diffuso sul territorio.”

Pare strano che Ricci, candidato da Leoni alla presidenza, nominato Vicepresidente FAI (Da chi? se presidenti e atleti del volo non ne sanno nulla?) se ne esca con una simile dose di ignoranza sulla struttura fondante di AeCI che sul territorio ha più di 130 aeroclub federati, oltre 100 scuole VDS, aeromodellisti, paracadutisti, che insieme fanno quasi 9000 piloti e appassionati.

“AeCI, meglio Leoni, – ha dovuto ammettere un presidente di aeroclub federato – non ha voluto trovare modi (peraltro semplici) per parlare, comunicare, essere trasparenti. E da anni.” Da quando Leoni ha deciso di comandare da solo o quasi.
E un altro esperto del settore gli ha fatto eco ricordando i disastri di Leoni: “I piloti c’erano! E c’erano a migliaia. Erano dentro le federazioni aeronautiche.”

Leoni “ha cacciato le federazioni credendo che i piloti si iscrivessero agli aeroclub, reputando che i piloti fossero vacche da mungere. Pensavano che essi avrebbero versato le quote di iscrizione senza ottenere nessun servizio cambio. Invece i piloti, che scemi non sono, si sono organizzati in gruppi o associazioni dove si sentono rappresentati ed ottengono qualche servizio. Lo sciocco e vanitoso piano di AeCI è stato quello di cercare di radere al suolo qualsiasi iniziativa dei piloti. Si sono prodigati per anni a boicottare tutte le iniziative dei piloti che non fossero gradite a Sua Maestà, il leone della foresta.”

Sbaglia Sassate a parlare di modi di fare dittatoriali, di Lukashenko del volo e della famosa “Zarina”? Esageriamo a dire che non c’è stata alcuna vigilanza da parte di quattro ministeri e della presidenza del Consiglio?

Nel suo intervento il prof. Ricci ha sottolineato che la Commissione VDS sta facendo un “lavoro molto, ma molto bello con ENAC” (testuale da un intervista di Ricci).

Sassate ha raccolto in ENAC voci che suonano diverse.

Sembra che i lavori della Commissione di Ricci siano valutati poco o niente, se è vero che lo stesso Leoni avrebbe ricevuto dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile telefonate di protesta.

I piloti poi, che sono abituati a giudicare dai fatti ritengono che non si è prodotto nulla o quasi. La Commissione VDS è stata istituita da oltre un anno e non ha prodotto nemmeno una bozza di soluzione italiana alla nuova classe di velivoli da 600 kg. voluta da EASA e che già tutt’Europa ha adottato.

Un’incapacità di AeCI che danneggia tutti i costruttori di velivoli italiani che hanno speso soldi e risorse tecniche per certificare in Germania i loro prodotti. E’ parere di tutti che non servissero provvedimenti epocali sarebbe bastata una modifica all’allegato tecnico di una legge vigente.

Si teme che l’esimio prof. Ricci soffra di parziali amnesie in quanto avrebbe tentato di giustificarsi con un “ho avuto solo venti giorni di tempo”, visto che l’incarico gli è stato affidato da oltre un anno e, anzi, il decreto parla di termine della commissione al 31.07.2020.

E intanto dal “fortino di via Beccaria”, sempre più assediato, vengono fuori strane voci. C’è chi parla di un concorso per nominare un nuovo dirigente o meglio UNA nuova dirigente che sarebbe cucito addosso a qualcuno di AeCI. C’è chi cita tentativi di assumere figli di dipendenti che hanno fatto favori a Leoni.

Di certo c’è che il gen. Tassini lascerà il suo incarico di direttore generale, avendo ricevuto solo tante critiche e nessuna retribuzione come invece Leoni e la sua corte gli avevano promesso. Leoni ne ha parlato anche con il capo di Stato maggiore dell’A.M., gen Rosso.

I risultati non sono promettenti. Non sarà facile trovare un altro direttore tra i militari che non hanno voglia di partecipare ad una nuova Caporetto.

Ecco allora che l’idea, vecchia di dieci anni, di un bel dirigente che viva nell’ente da tempo e condivida con Leoni idee e strategie può diventare appetibile.
Che manca? Forse gli onorevoli Bendinelli, Ferri, Paita, Nobili, Marco Di Maio tireranno fuori dal cilindro una nuova proposta di legge?

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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