È stata una gestazione lunga quella della defiscalizzazione ma, alla fine, il nascituro è sano e robusto. Il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare avrà il pagamento ad agosto.

Abbiamo già illustrato la situazione apocalittica e gli inciuci misti a tecnicismi di chi aveva altro da nascondere, stavano mandando in malora tutta la speranza ed il lavoro fatto. I nostri interrogativi, sotto certi aspetti, si sono rivelati veritieri.

Dopo svariati comunicati stampa, e la forza a non arretrare nemmeno di un millimetro, di chi riteneva che il beneficio dovesse essere riconosciuto, si sono attivati anche i politici, quelli dell’opposizione, sia chiaro. L’onorevole Deidda ha subito presentato un’interrogazione parlamentare sulla questione e il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) della Polizia di Stato nonché il SiNaPPe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) hanno fatto sentire la loro voce.

Il Ministro Trenta ha fatto l’impossibile, questo le va riconosciuto. Ha sollecitato con fermezza i suoi tecnici e, stando alle indiscrezioni, pare che sia intervenuta da Bruxelles sul suo paritetico al Tesoro. Il nostro caro Ministro Tria era, ormai, ostaggio dei suoi tecnici, i quali avevano già apparecchiato uno scenario tale per cui ad esserne svantaggiati sarebbero stati i ragazzi delle Forze Armate e Forze di Polizia.

I suddetti si sono messi una mano sulla coscienza e, trovandola, hanno compreso bene che quello della defiscalizzazione è una battaglia di civiltà e giustizia da condurre in porto, grazie ad una sinergia che, alla fine della fiera, ha fatto esultare i Tecnici e i Rappresentanti, strenui difensori degli interessi del personale.

Tutto è bene quel che finisce bene! Sì, ovvio. Ma grazie a chi? Certo l’abnegazione che il Ministro Salvini ha speso per le tristi e note vicende, di questi giorni, riguardanti la Sea Watch erano un pasto troppo succulento perché il Capitano non vi si buttasse a pesce.

La Capitana Carola Rackete, inconsapevolmente, gli ha fornito un assist con i fiocchi per intasare internet con dirette Facebook ai limiti del consentito nelle quali, tra le altre cose, elogiava l’operato della Guardia di Finanza, composta da personale in gamba e vigile, senza sapere, lasciamogli il beneficio del dubbio (si è sempre garantisti fino a prova contraria e, a differenza sua, i processi li lasciamo ai magistrati e non alla rete o men che meno ai salotti televisivi) che anche quei “finanzieri” che lui ha tanto ringraziato beneficiano della defiscalizzazione.

Ma vogliamo concedere delle attenuanti al Capitano, il Personale delle Forze Armate ha un cervello pensante e non “tira” voti come il popolo imbarbarito ed incattivito che segue i dettami del proprio leader, alimentandosi costantemente di risentimento. Tutto fa brodo, è chiaro. Ma ci sono anche altri problemi, oltre al fenomeno migratorio. Non c’è stata una diretta che fosse una del Ministro dove spiegava a Tria o a chi per lui che il beneficio andava elargito subito, senza aspettare il foto finish manco fossimo ad una gara dei cento metri piani.

Ma cosa c’entra Salvini, che è Ministro dell’Interno, con le Forze Armate che fanno capo al Ministro della Difesa e dunque alla Trenta? Presto detto. La norma defiscalizzazione, ormai famosa, è contenuta nel provvedimento di riordino dei ruoli delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare (D.Lgs. 95/2017). Pertanto, il Ministero “pilota”, nell’elaborazione del Decreto del Presidente della Repubblica, utile a fissare i criteri e l’ammontare del beneficio fiscale, doveva essere il Ministero dell’Interno e non quello della Difesa.

Perché, dunque, il Ministro Trenta si è sobbarcata questa incombenza? Semplice, perché ha davvero a cuore il bene del personale. E non lo diciamo per piaggeria o perché siamo i suoi lacchè, i fatti e le battaglie portate a termine parlano per lei. Quando i suoi validissimi collaboratori, persone scrupolose, attente e acute, le hanno prospettato il problema e le hanno detto che a beneficiarne era, prevalentemente, il personale delle Forze Armate, non ha esitato un secondo a prendere in mano il bandolo della matassa e ad avviare l’iter burocratico per l’emanazione del DPCM.

Interessando i tecnici del quinto piano di Palazzo Difesa che non aspettavano altro che essere chiamati a risolvere il problema, combattendo a denti stretti per portare a casa il risultato.

Una nota va fatta: se dovessero andar via tutti quelli che hanno contribuito alla risoluzione di questa ingarbugliata vicenda, avremmo delle altre persone, altrettanto valide, in grado di occupare quelle posizioni? Non serve ragionarci sopra, basta far in modo che ognuno occupi il posto che più gli si confà, tenuto conto delle competenze specifiche.

Ma a questo penseremo più in là. Quello che occorre festeggiare adesso è che il personale vedrà riconosciuto il beneficio fiscale nel cedolino stipendiale del mese di agosto, e questo non può che farci piacere.

Ha vinto il buonsenso e la tenacia dimostrata da tutti gli attori che sono saliti su questo palcoscenico ma, soprattutto, da quelli che hanno fatto in modo, da dietro le quinte, che il pubblico potesse applaudire.

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