Adesso, il quesito che tiene banco nei commenti in via XX Settembre, è il seguente: ma è corretto che il Segretario Generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti si scelga come aiutante di campo il coniuge di un esponente politico?

Oltretutto, per attribuirgli uno “status” privilegiato in tema di assegnazione di un mega-alloggio di servizio? Negli ambienti del dicastero, giurano che il generale di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna, si dice assolutamente tranquillo.

Eppure, quelle coincidenze temporali, non suonano granché bene e minacciano di pregiudicare la sua carriere ai vertici delle FFAA. Perché ottenere la nomina del maggiore Claudio Passarelli a proprio ADC lo stesso giorno in cui sua moglie lascia l’incarico di Ministro della Difesa, stride abbastanza con le normali procedure militari. Non le pare, ministro Guerini?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

11 Commenti

  1. Se ne stanno dicendo di cotte e di crude su questa questione. Ora bisogna vedere se la notizia non è stata gonfiata dai soliti pagliacci o da qualche potere “occulto” e contrario all ex ministro… Al secolo gamba di legno con l appoggio di politicanti da 4 soldi. Non voglio difendere nessuno, anche perché son cosciente che a quei livelli… Il più pulito ha la rogna. L Italia creata con il sacrificio e sudore dei nostri avi è destinata male… Molto male.

  2. Penso a quanto cavallerescamente bella avrebbe potuto essere la figura (ahime non) fatta se al coniuge dell’ex Ministro fosse stato attribuito (anche con meritata enfasi, ci mancherebbe) un incarico diverso, che non prevedesse questo non trascurabile “diritto” (privilegio?). O se, essendo comunque stato designato a quell’incarico, egli avesse trascurato di chiedere l’assegnazione di un alloggio di servizio dato che, pur avendo diritto a richiederlo, pare non ne avesse bisogno o, ancora, se avesse chiesto l’assegnazione di un alloggio diverso da quello ove si trovava, ospite della consorte. Istituzioni e singoli, insomma, avevano diverse possiblita’ per evidenziare la propria discrezione piuttosto che affermare la consueta discrezionalita’. Tutto questo avrebbe portato un insolito e meritato lustro politico a una donna che ambiva a essere “di stato”.

  3. L’assegnazione di il alloggio militare spetta ad una Commissione nominata ad hoc che si riunisce secondo tempi certi. Può darsi che il calendario sia coinciso fortunosamente con le “esigenze” della Trenta. Coincidenze? Sarebbe interessante verificare

  4. Almeno i politici di una volta sapevano vivere e se se ne approfittavano, almeno si sputtanavano il proprio nome x qualcosa che avesse un valore… qui mi pare che siamo semplicemente nell’era dei senza arte ne parte….

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