La lettera di Fincantieri è arrivata ieri a Palazzo Chigi, alla Farnesina e in via XX Settembre. È la richiesta formale, per conto dell’Egitto, di annullare la cerimonia del 18 Marzo di consegna alla Marina della nona Fremm. Altrimenti -è la spiegazione- sarebbe poi molto più complicato procedere alla cessione della nave; anche perché, nel frattempo, a bordo della Spartaco Schergat si è già imbarcato l’equipaggio italiano.

Con un governo tutto preso dall’emergenza Covid 19, grande è la confusione sotto il cielo della Difesa. E così sono parecchie le cose che non si comprendono. Per esempio, come mai sia sempre Fincantieri e non direttamente l’Egitto, attraverso i canali istituzionali, a premere per la chiusura dell’affare.

Poco più di una settimana fa, il 21 febbraio,  era stata sempre la “Divisione Navi Militari” della società a scrivere un’altra lettera di sollecito. Di questo tenore: “Le due unità multiruolo oggetto della presente sono attualmente destinate alla Marina Militare italiana nell’ambito del programma intergovernativo Italo-francese Fremm, di cui il prime contractor per l’Italia è la Società Orizzonte Sistemi Navali spa. Per quanto sopra, la Fincantieri acquisterà le due unità (comprensive di manuali d’uso e manutenzione, ricambi e attrezzature) da detta società per poi venderle ed esportarle verso il ministero della Difesa egiziano. Le unità ci verranno vendute da Orizzonte Sistemi Navali complete di piattaforma e di tutti i sottosistemi del sistema di combattimento in versione export per l’Egitto. La configurazione proposta ed oggetto della presente variazione dati, è stata presentata in via preventiva alla Marina Militare italiana allo scopo di anticipare loro gli elementi di valutazione. Inoltre, si precisa che fanno parte della trattativa anche il munizionamento ed i droni. Ci riserviamo di comunicare i codici SeRNI del materiale in corso di iscrizione da parte della scrivente. Alleghiamo alla presente UNA NOTA TECNICA DESCRITTIVA IN CUI SU EVINCONO LE AREE DI MODIFICHE EFFETTUATE ALLE SUDDETTE UNITÀ NAVALI DALLA VERSIONE ITALIA ALLA VERSIONE ESPORTABILE PER L’EGITTO”. E poi ecco la conclusione: “Si chiede di voler attribuire alla presente CARATTERE DI URGENZA AL FINE DI POTER PROCEDERE CON LA FIRMA DEL CONTRATTO”. Quindi, i giochi sembrerebbero fatti, malgrado le smentite della Farnesina e della Difesa. Ma sarà davvero così?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

3 Commenti

  1. Non deve essere FINCANTIERI a decidere, vogliamo consegnare ad Erdogan una nave per impedire ad ENI di estrarre petrolio e gas a Cipro? Saremmo veramente dei DEFICIENTI. Il Governo Turco ha rivendicato TUTTO il mare fra la TURCHIA e la Libia, è un governo folle e Voi vorreste assecondarlo …

  2. Credo sarebbe un affare per tutti. Fincantieri apre le porte a possibili commesse con l’egitto che sta preparando un piano di riarmo da potenza strategica (ma con quali risorse?) che potrebbe un minimo bilanciare la Turchia.
    la MM avrebbe in compensazione 2 unità di nuova progettazione (FFGX?) piuttosto che queste già progettualmente vecchie di 7 anni. peraltro con le PPA avrebbe comunque altre fregate laddove full.
    L’italia recupera il rapporto con l’Egitto. certo c’è il caso Regeni, ma è miope rinunciare laddove subentrerebbero senza scrupoli i nostri amici europei.
    Altrimenti continuiamo sulla strada della ipocrisia e della decrescita (in)felice.

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