Un alto ufficiale, in servizio presso lo SMD, ha inviato anonimamente a Sassate una lettera di denuncia sulle presunte sopraffazioni, da parte del generale Enzo Vecciarelli, nei confronti dell’Esercito e della Marina. “Il CHOD -c’è scritto- sta intervenendo sul collega Nicolo’ Falsaperna, responsabile di Segredifesa e direttore degli armamenti, per condizionare le scelte su alcuni programmi di sviluppo in un settore molto delicato come quello della difesa missilistica. Il tutto, dopo che il SCSMD, il generale Luigi De Leverano, aveva già lavorato sulla questione con serietà e spirito di servizio, ma aveva commesso il grave errore di non tenere in debito conto gli ordini non dati, ma comunque sottintesi di Vecciarelli e dell’Imperial Casa dell’Aeronautica. De Leverano è ora nuovamente sul banco degli imputati e chissà se questa volta ne verrà fuori. Vecciarelli, infatti, non perdona. E si è visto con la pulizia etnica in corso contro alcuni ammiragli”.
Fin qui la lettera dell’alto ufficiale, contenente anche altri giudizi negativi nei confronti del CHOD, tipo “sta assumendo una linea indecifrabile, sicuramente molto svantaggiosa anche per l’industria italiana” e “anche i vertici di Leonardo e di altre industrie del settore sono molto adirati con lui”.
Sassate ha cercato di fare un po’ di chiarezza anche su quest’ultima vicenda ed ha scoperto che la lamentela appare più che fondata. Vediamola nei dettagli.  Il programma si chiama “Nuova generazione” e il missile oggetto della questione è l’Aster 30 e SAM P/T in dotazione alla Marina e all’Esercito. Un prodotto franco-anglo-italiano MBDA presente su tutte le navi maggiori (compresi i pattugliatori d’altura della nuova legge navale) e in 15 batterie mobili dell’Esercito. In attesa di un eventuale finanziamento da parte del MISE, i fondi necessari per avviare la fase “nuova generazione” del missile Aster ricadrebbero sul bilancio ordinario della Difesa. Di qui, la richiesta del parere vincolante richiesto da Segredifesa allo SMD, che ha anche sottolineato come l’adesione al programma farebbe risparmiare 40/50 milioni di euro del precedente programma di aggiornamento tecnico-operativo. Costo complessivo dell’operazione, circa 500 milioni di euro, da spalmare negli anni.
Bene, caduto nelle mani dei “fedelissimi” di Vecciarelli allo SMD e a Segredifesa, i generali Conserva (ufficio pianificazione generale) e Taricco (quarto reparto), entrambi AM, il  parere esce negativo, con fumose argomentazioni. Cosicché, quando arriva sulla scrivania di De Leverano, il vice-CHOD resta di sasso e decide di non tenerne conto. Perché significherebbe indebolire Esercito e Marina, senza offrire un’alternativa; e perché la Corte dei Conti potrebbe eccepire un danno erariale. Il parere, diventato favorevole, torna quindi da Falsaperna. Ed è a questo punto che Vecciarelli, attivato dai suoi fidati, decide di aprire le ostilità contro De Leverano ed il Segretario Generale e Direttore degli Armamenti.
Qual è la molla che spinge tutta la filiera dell’Arma Azzurra a boicottare il programma di modernizzazione missilistica? Su questo il mistero è fitto. Certo, l’esserne esclusa come forza armata e cercare di recuperare dal disinteresse dimostrato fin dagli anni ’80, non può bastare. E infatti l’ipotesi che va per la maggiore, pur senza alcuna conferma ufficiale, è che Vecciarelli intenda utilizzare quei fondi per altri scopi. Per esempio, per quel processo di digitalizzazione che gli sta molto a cuore. Il budget della  Difesa è sempre più ridotto e non è un mistero che il CHOD avesse già da tempo intenzione di “saccheggiarlo” ai danni di Esercito e Marina. In via XX Settembre,  comunque, non manca neppure chi ipotizza un possibile recupero del vecchio programma di sviluppo MEADS, abortito dopo il ritiro degli Usa dall’impegno  e mandato poi avanti dalla sola Germania con la Lockheed(600 milioni di dollari buttati dal nostro paese).
Per concludere (almeno per ora), tutti si domandano incuriositi cosa intenda fare il ministro Lorenzo Guerini per calmare le agitatissime acque delle Forze Armate. Forse non gli è troppo chiaro, ma è a lui che spetta approvare i programmi di sviluppo ed acquisizione. E sarebbe proprio il caso che si decidesse a battere il classico colpo di esistenza in vita, prima che il CHOD convinca tutti che il vero ministro è lui.
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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

3 Commenti

  1. La sua onestà intellettuale è quantomeno dubbia… Sta facendo solo del male alle forze armate, e senza contraddittorio scrive di tutto e il contrario di tutto.

  2. Esercito e Marina ripongono nello sviluppo e nell’acquisizione dell’Aster 30 Block 1 NT (Nuova Tecnologia) la chiave della propria capacità di difesa antibalistica, che permetterebbe loro di confermare una permanenza, a pieno titolo, nel Programma NATO BMD. La chiusura del Programma MEADS ha posto l’Aeronautica Militare nella difficile situazione di voler esercitare la lead su tutte le attività di difesa aerea missilistica integrata, senza disporre di strumenti adeguati per poterlo fare.
    L’ipotetica chiusura del B1 NT, consentirebbe di limitare il gap capacitivo che si verrebbe a creare rispetto alle altre due Forze Armate e la loro crescente credibilità in ambito NATO.

  3. Sinceramente non vedo il punto. Le descrive uno scenario nel quale un CSMD da un indirizzo alla Difesa senza tener troppo conto di interessi di parte. Che poi cerchi di favorire l’AM, a che pro? Me lo spiega?
    Mi scusi ma mi pare che i suoi articoli, che leggo comunque divertito, non vadano oltre il pettegolezzo. Già il fatto che Lei si basi su una fonte così poco affidabile come un anonimo toglie molto valore alle sue congetture.

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