Difesa, si chiama SMD ma ormai è un monocolore dell’Aeronautica; dopo l’epurazione della Marina, toccherà all’Esercito

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In via XX Settembre, siamo alla “pulizia etnica”. Furibondo con tutto il mondo per le “fughe di notizie” che compromettono i suoi piani egemonici, il generale Enzo Vecciarelli ha deciso di imitare il suo predecessore, Claudio Graziano Badoglio e di circondarsi solo di “fedelissimi”. Naturalmente, dell’Aeronautica. E anche a costo di calpestare i principi fondamentali dell’ordinamento militare, a cominciare da quello che prevede la rappresentatività delle varie forze armate all’interno dello SMD. Cosi, sconfitto dalla dura reazione del CSM della Marina, Giuseppe Cavo Dragone, sui primi due dei cinque “avvicendamenti” di ammiragli programmati per poter avere campo libero sul “nodo” degli F35 B a decollo verticale, sulla cessione senza contropartita delle due Fremm all’Egitto e perfino sul controllo satellitare, ha deciso comunque di fare piazza pulita. Adesso tocca alla Marina, dopodomani all’Esercito. Vediamo la situazione  del dettaglio. Non potendoli allontanare fisicamente da via XX Settembre, come avrebbe voluto, ha destinato gli ammiragli Galiuto e Conti ad altro incarico. Già qui forzando ugualmente regole e prassi consolidate. Ma sostituendoli pure con alti ufficiali della “sua” Aeronautica: il colonnello Gianluca Capasso al posto del primo ed il generale di brigata aerea Andrea Argieri per il secondo. Peccato che Galiuto fosse il capo della segreteria del vice di Vecciarelli, il generale Luigi De Leverano e che quindi spettasse al SCSMD scegliersi il primo dei suoi collaboratori, non certo al CHOD. Dietro questo evidente sgarbo, secondo le voci che corrono, ci sarebbe il sospetto di “intelligenza col nemico” (forse Cavo Dragone) da parte di De Leverano. Quanto alla scelta di Argieri al posto di Conti, l’operazione nasconde l’esigenza di mettere qualcuno di fidato nella branca dello SMD che si occupa del bilancio. E quindi sia delle trafile per gli F35 B, sia dei sacrifici di budget che Vecciarelli si accinge a disporre a carico di Esercito e Marina per l’altra sua più recente fissazione: la digitalizzazione.  Per dimostrare che non si tratta di ingiustificate manie di persecuzione, sarà allora il caso di ricordare qualche altro incarico “strategico” (per il piano egemonico inseguito da Vecciarelli) affidato all’Aeronautica: il generale Antonio Conserva all’ufficio pianificazione finanziaria interforze (UGPPB), quello che dovrà “saccheggiare” i programmi di Esercito e Marina; il generale Giovanni Magazzino, vice-capo gabinetto con delega alle “attività di coordinamento della gestione del bilancio della Difesa”; il generale Giandomenico Taricco, capo del quarto reparto di SEGREDIFESA, da cui dipende il programma F35. Può bastare o le occorre altro per intervenire,  ministro Guerini? Se lei è troppo preso ad occuparsi di Lodi e anche il suo “fraterno” sodale Lotti preferisce non impicciarsi questa volta nelle faccende della Difesa, faccia fare una discreta “due diligence” al suo superconsigliere Fausto Recchia. Altrimenti, che ci sta a fare nel suo gabinetto?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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