Era l’inizio del 2019. Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, non si sa se per via di qualche segnalazione o del tutto autonomamente, decide alcuni avvicendamenti in posizioni-chiave del ministero. Il primo ad esserne interessato, è un fedelissimo del suo predecessore.

“Sussiste l’esigenza di avvicendare – scrive il CHOD alla ministra Elisabetta Trenta – nella carica di Comandante del Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa, il Maggiore Generale (EI) Gerardo Restaino, il cui reimpiego è in fase di valutazione. Al riguardo, sentito il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, ho individuato il Generale di Brigata (EI) Giuseppe Di Giovanni, in atto Comandante del Comando Militare Esercito Abruzzo, sede l’aquila, che per il profilo professionale posseduto…ritengo idoneo a ricoprire l’incarico di destinazione”.

Di solito, una pratica del genere, si esaurisce al massimo nel giro di qualche settimana. Di solito, appunto. Invece, questa volta accadono un sacco di cose strane. Perché la Trenta, cui spetta il via libera formale, chiede per le vie brevi quale sarà la destinazione del generale “avvicendato”. E quando lo viene a sapere, manifesta delle perplessità.

Ma allora cosa c’è dietro il ventilato trasferimento? Le voci cominciano a rincorrersi lungo i corridoi di via XX Settembre. E non sono tutte tranquillizzanti. Visto e considerato che a sostegno del generale Restaino (nella foto) scende in campo da Bruxelles il suo nume tutelare, Graziano Badoglio.

Insomma, il trasferimento si blocca. Il CSM dell’Esercito, Salvatore Farina, si guarda bene dall’indicare una soluzione alternativa a quella che ha fatto storcere il naso alla ministra e cosi il generale resta “provvisoriamente” al suo posto. Idem il povero Di Giovanni, che già aveva fatto i bagagli.

Bene, nel frattempo, sono passati quattro mesi e proprio domani, alla Cecchignola, Restaino ha organizzato una bella festa con invitati eccellenti. La festa dei TRAMAT, cioè trasporti e materiali. Ci sarà il anche il comandante dell’Ottavo Reparto Infrastrutture, cui non sfugge la gestione dei molteplici alloggi di servizio. O così dovrebbe essere.

Non basta. Da questo mitico Ottavo Reparto dipendono appunto anche delle ville, pardon “basi logistiche”, che pare in passato siano state utilizzate per compiti di rappresentanza molto “chiacchierati”, con sfoggio di lussuosi arredi. A Fregene, per esempio. Ma saranno sicuramente le solite maldicenze, i pettegolezzi di ufficiali invidiosi.

Chissà se durante i festeggiamenti, qualcuno chiederà qualche notizia in proposito all’intrasferibile e protettissimo generale Restaino.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

9 Commenti

  1. C’è da dire che tutti sanno e ancora fanno finta di niente, chi sa cosa nasconde, e poi i servizi che fa il reparto con i mezzi a vederli in giro vengono utilizzati come taxi, un 19 posti x 1/2 persone x 2km dove ovviamente passa anche il mezzo pubblico, si e vero a Roma di vede di tutto,

  2. Esiste una casta, quella dei politici, contro cui tutti si scagliano. Poi esistono altre caste, tra cui quella dei generali e ufficiali superiori, che non è da meno in quanto a privilegi, e su cui bisognerebbe scrivere molto di più!

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