Caro direttore,
sono un dipendente di lungo corso della MBDA, il principale consorzio europeo costruttore di missili e tecnologie per la Difesa di cui è socia Leonardo Spa. Non sono più giovane, ma mi reputo ancora lontano dall’età pensionabile. Spero perdonerà l’anonimato, ma l’ambiente in cui vivo, soprattutto negli ultimi anni, mi obbliga – per la mia sopravvivenza fisica ed economica – a comportarmi in questo modo.

Dopo le inchieste di Sassate sulla MBDA e la pubblicazione dei vari articoli (leggi qui) credevamo che qualcosa cambiasse. Ma, purtroppo, ci eravamo illusi.

Inoltre, il menefreghismo dei dirigenti della Leonardo, della magistratura e della politica, non hanno fatto altro che rafforzare questo sistema corrotto, aumentando la loro convinzione di impunità e spingendoli addirittura oltre.

L’azienda – non per merito suo, ma per la situazione politica internazionale e grazie anche ai milioni di euro di fondi statali ricevuti dal governo – sta attuando un incremento occupazionale di oltre 100 unità.

Anche in questo caso, i “soliti” hanno trovato il modo di guadagnare. In che modo? Grazie anche al prossimo pensionamento di circa 40 persone del sito del Fusaro, l’azienda ha svolto il “colloquio” a oltre 55 figli di dipendenti, procedendo all’assunzione di oltre 40 di loro.

In barba all’osservanza delle leggi dello stato e dei codici etici, ai valori della trasparenza e della meritocrazia, sono riusciti a superare anche lo schifo della Prima Repubblica.

Di tutto questo si occupa il nuovo capo del personale – dopo l’allontanamento del suo predecessore – in modo da dare continuità al vecchio. Con la complicità dei sindacati di tutte le sigle.

A cosa sono serviti i colloqui? Una farsa. Non tutti i 40 dipendenti prossimi alla pensione fanno parte del “sistema”. Quindi le hanno fatte per far credere loro che ci sia un minimo di trasparenza nelle selezioni, salvo poi assumere solo chi fa parte del sistema o chi può dare qualcosa in cambio.

Interessanti anche i criteri di selezione. È risultato importante essere in possesso di un requisito fondamentale, ovvero essere ignorante in tutto, ma anche il non avere nessuna esperienza, né voglia di lavorare ed essere ricattabile in qualche modo. Queste sono caratteristiche indispensabili per alimentare il “sistema”: quando non si produce niente internamente, i vertici sono poi “costretti” a chiamare ditte di consulenza amiche o ad esternalizzare il lavoro tramite appalti ai “soliti noti”, avendo così un ritorno economico.

In questi giorni l’azienda è diventata una polveriera: ci sono grossi problemi con il personale da parte di chi non si è visto assumere il proprio pargolo, a differenza di quello di qualcun altro. In giro si sentono brutte cose. Sono pronti a tutto. L’azienda è riuscita a creare odio tra persone che prima mangiavano nello stesso piatto.

Io e molti miei colleghi abbiamo paura per il nostro futuro lavorativo. La percentuale dei raccomandati sta continuando a salire. Questi parassiti rappresenteranno un peso per tutta la loro vita lavorativa e non faranno altro che peggiorare ulteriormente la situazione aziendale. Quando il governo di turno chiuderà il rubinetto a pagare saremo tutti.

Purtroppo questo si è verificato anche per la Whirpool di Napoli dove, per anni, hanno assunto figli di dipendenti o di sindacalisti venduti, riducendo l’azienda nelle condizioni in cui è oggi. E infatti a pagare adesso sono tutti.

Spero che chi di dovere fermi tutto questo.

Con osservanza, un dipendente MBDA

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2 Commenti

  1. Situazione analoga in molte grosse aziende italiane.
    L’unico che ha avuto il coraggio e la forza di affrontare e superare questa situazione fu Marchionne che dette persino abbandonare confindustria ed il contratto nazionale.

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