Criminale? No, tifoso laziale. E quindi da condannare, da colpire. A prescindere, a livello mediatico (e non solo) con l’unico obiettivo di rendere pessima la sua reputazione dinnanzi agli occhi, spesso poco attenti, dell’opinione pubblica.

Un gioco visto e rivisto centinaia di volte, quasi scontato. Eppure continua a “funzionare” con ottimi risultati.
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Anna Frank con la maglia giallorossa

Quello degli adesivi di Anna Frank è solo uno degli ultimi episodi della criminalizzazione mediatica del tifoso biancoceleste. Un episodio da condannare, certo, senza se e senza ma.

Un episodio, però, che andava circoscritto ad una decina (massimo) di sostenitori biancocelesti e non condannata un’intera curva, un’intera tifoseria.

E invece si sono aperti telegiornali nazionali con la notizia dei laziali nazisti e razzisti, prime pagine di quotidiani (sic!), sono stati fatti dibattiti politici, scritti editoriali.
Uno sdegno a 360 gradi senza possibilità di replica da parte dei potenti anti-laziali di tutta Italia.
Peccato che la stessa criminalizzazione, la stessa indignazione non ci sia stata nel post derby, quando Anna Frank è tristemente ricomparsa. Questa volta, però, evidentemente, era “sfottò” da parte dei romanisti.

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La vignetta de “Il Manifesto” dopo il derby vinto dalla Roma

Quindi, la bambina vittima del nazismo con la maglietta giallorossa indosso, ha scatenato l’ira di giornalisti benpensanti – con la loro penna che scrive sempre contro la Lazio – e la stessa Anna Frank che invece esulta dopo un derby vinto è goliardia?

Certamente, così come è goliardia con la cresta di Nainggolan o con la casacca biancoceleste (un’immagine che, a dire il vero, circola addirittura da diversi anni ma che non ha mai creato sdegno come quella romanista).
Qualcosa, anzi più di qualcosa, non torna.
E adesso la Lazio, dopo il deferimento, rischia un’altra squalifica del campo. Un campo già squalificato per i pochi ululati della Nord sentiti contro il Sassuolo.
Qui non si tratta affatto di vittimismo, ma siamo di fronte ad un’evidente fazione, forte, anti laziale che non molla mai la presa e che, per di più, appena può colpisce. Che non considera e sminuisce anche tutte le iniziative solidali e benefiche da parte della Curva Nord (ma che, allo stesso tempo, non condanna ancora i vergognosi cori contro Vincenzo Paparelli).
Solo per citarne alcune, raccolta fondi, di cibo, di vestiti 3 consegna alle vittime dei terremoti (nel 2007 a L’Aquila, lo scorso anno ad Amatrice); campagne e striscioni contro il razzismo; vicinanza ed amore nei confronti di Chiara Insidioso; corona di fiori riposta a Nizza, sul luogo dell’attentato del 14 luglio 2016.
Sarà stato poi un caso che pochi giorni fa, durante il tg di “La 7” presentato da Enrico Mentana, sia stato mandato in onda un servizio su tasse ed evasione, con la giornalista autrice del pezzo che ha definito ‘irriducibili’ coloro che non pagano le imposte obbligatorie. E a fare da sfondo a queste parole, le immagini ripetute della Curva Nord?

Se fosse stata la prima volta sì, potrebbe anche passare la teoria della casualità. Ma i precedenti sono stato talmente tanti da non poter davvero più credere a questa tesi.

Avanti il prossimo…
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Paolo Signorelli
Classe 1986. Giornalista e grande tifoso laziale ed esperto di calcio.

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