Il M5S non ha perso tempo per far suonare a morto la campana nei confronti di “Arrogance” Profumo. Anche se si tratta solo del verdetto di primo grado (e malgrado le conclusioni “innocentiste” della Procura di Milano), una condanna a sei anni di carcere, con tanto di interdizione dai pubblici uffici, fa scattare quantomeno i criteri di opportunità. E quindi l’AD deve lasciare l’incarico.

Il precedente di Mauro Moretti, dopo la condanna per la strage ferroviaria di Viareggio, è un macigno insormontabile. Non sarà, però, un’operazione semplice e veloce. E difatti quello dell’uscita “soft”, è il massimo risultato che il M5S riuscirà ad ottenere. Perché il Pd sa bene di non poter fare le barricate in difesa di Profumo, ma non può neppure accettare una defenestrazione immediata di uno dei più importanti manager di riferimento.

Nel frattempo, sono già cominciate le “grandi manovre” per la successione. Con Giuseppe Conte più determinato che mai ad ottenere la poltrona di “Arrogance” per il suo supercommissario di fiducia, Domenico Arcuri. Preso atto del fallimento dell’offensiva per sistemarlo al posto di Fabrizio Palermo al vertice di Cdp (ritenuto intoccabile, per i risultati raggiunti, sia dal M5S che dal Pd), il premier non vuole farsi sfuggire la ghiotta occasione di sistemare il fedelissimo manager prima dell’esplosione generalizzata degli effetti dei suoi molteplici “flop” in tema di provvedimenti straordinari anti-Covid.

Ma al di là delle pretese di Palazzo Chigi, all’interno del governo si punta piuttosto su Giuseppe Giordo, attuale DG della Divisione Navi Militari di Fincantieri, o su Lorenzo Mariani, ora AD di MBDA Italia e prima “vittima eccellente” di Profumo, che lo aveva patito come possibile rivale alla sua conferma al vertice di Leonardo.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

3 Commenti

  1. ..Carthago delenda est..al di la’ dell’evidente tautologia, fin dal suo sguardo aurorale le ultime nomine in Leonardo recavano in se’ istinti afferenti a sindrome di Procuste nel soggetto del Dott.Profumo.Si riprenda in debita considerazione la candidatura dell’Ing.Lorenzo Mariani per anni vera guida carismatica dell’azienda la quale in questi giorni non vive giorni alcionii a causa della nota congiuntura sanitaria che avuto come feedback ricadute in ambito occupazionale,altre figure che non afferiscano al profilo tecnico proprio dell’azienda risulterebbero controproducenti.

  2. Se Profumo fosse davvero tranquillo e sereno, presenterebbe le proprie dimissioni per il tano decantato “bene dell’Azienda”… il problema è che al peggio non c’è mai fine e nel caso di una suo uscita, benchè “soft”, non credo che la scelta possa ricadere su Lorenzo Mariani… sarebbe troppo corretta e azzeccata…. Leonardo si ritroverà l’ennesima “Guida” che non conosce il Business ma solo il prestigio di una poltrona da occupare

  3. ..Si colga Kairos e si determini una scelta razionale nella guida di questo enorme Carrozzone,non figure avulse dal contesto tecnico ma profili che siano proficienti ad un eventuale rilancio dell’azienda,in questo orizzonte caliginoso par che si attagli un professionista del settore,Ing.Lorenzo Mariani,manager d’antan.Il poltronificio-Leonardo deve prenderne atto…Kairos e’ una freccia….

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