Le promesse fatte dal Ministro (chissà per quanto ancora) Elisabetta Trenta sono state ampiamente mantenute. I ringraziamenti, come sottolineano alcuni rappresentanti del personale che abbiamo raggiunto, sono d’obbligo. Partendo dal Ministro fino ad arrivare ai tecnici dello Stato Maggiore della Difesa.

Il Fondo di efficienza per i servizi istituzionali e la defiscalizzazione hanno segnato un bell’aumento nella busta paga di agosto. Il personale ne è soddisfatto. Fin qui tutto bene. Ma abbiamo imparato che la vita riserva sempre delle sorprese, in particolar modo quei mattacchioni del famigerato Centro Nazionale Amministrativo dell’Esercito – CNAE, già CUSE – Centro Unico Stipendiale Esercito.

Forse non hanno ben chiaro che lo scherzo è bello finché dura poco.

Il Fondo, remunerato ad agosto, prevede un incremento per il personale che svolge l’incarico di addetto contabile e questo aumento non è da poco, ammonta a 500 euro lordi. Il personale dell’Aeronautica e della Marina lo ha ottenuto, anche alcuni dell’Esercito, ma l’inghippo dove sta?

Che proprio il personale che lavora presso il Centro Nazionale Amministrativo dell’Esercito non l’ha percepito. Tutto questo sarebbe materiale per una commedia farsesca se non fosse che è la realtà dei fatti. E la vicenda si tinge di risvolti ancora più desolanti.

Scartando l’idea che si potesse trattare di un “pesce d’aprile” con largo anticipo, abbiamo optato per i postumi di un colpo di sole. Il CNA Esercito ci ha abituati a questo ed altro. Ne sono un esempio la miriade di errori stipendiali nei cedolini paga, le date e i mesi saltati o confusi. In tutto questo clima da reparto psichiatrico, il personale attende ancora gli arretrati. Pare che nel calderone delle pratiche gestite alla “carlona”, sia incappata anche il Ministro Trenta alla quale sarebbero state caricate in maniera non corretta le alimentazioni delle posizioni assicurative, risalenti ai tempi in cui era Ufficiale della riserva selezionata.

Detto questo, non vogliamo tediarvi con le centinaia di segnalazioni che denunciano gli errori e le storture imputate al CNA Esercito. Ci rendiamo conto che siamo ai primi di settembre e non vogliamo infierire su gente provata e in piena depressione post vacanziera. E soprattutto non vorremmo mai apparire più cattivi di quello che siamo. Non si spara mai su qualcuno che è già a terra esanime.

Però una cosa vogliamo saperla e vogliamo che a dircela sia il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito: fino a quando deve spingersi questo macabro scherzo tale per cui chi ha lavorato non ha ancora ricevuto ciò che gli spettava di diritto? I rimborsi sono arrivati a tutti. La dead line di agosto è passata.

Ormai è settembre ed “è tempo di migrare”. Sì, ma per andare dove? Portando dietro la certezza di essere stati vittime di ingiustizia, mancanza di equità, evidente sadismo e assenza di rispetto per il lavoro altrui? Noi, da buone sentinelle, attendiamo risposte.

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