Lo scorso luglio la Rai ha fatto ricorso al Consiglio di Stato per opporsi alla sentenza con la quale il Tar annullava il bando Eng che riguarda le troupe dei telegiornali nell’area metropolitana di Roma. E il Consiglio di Stato, udite udite, le ha dato ragione. Con motivazioni alquanto discutibili.

Questo bando era nato male già in partenza. Da più parti, infatti, era stato considerato “iniquo” perché prevede che vengano soppresse festività, straordinari e orari notturni. Inoltre si chiede la disponibilità dei lavoratori 24 ore su 24 festività comprese, entro mezzora dalla chiamata sul posto. Ma qualcuno ha avvisato la Rai che la schiavitù è stata abolita?

Ad ogni modo, due delle società che hanno partecipato al bando avevano fatto un ricorso preventivo al Tar che gli aveva dato ragione. La Rai a quel punto si era rivolta al Consiglio di Stato chiedendo di sospendere la sentenza del tribunale amministrativo. E alla fine, come al solito, la vecchia mamma Rai l’ha spuntata.

Le tre aziende che hanno vinto questo improbabile bando – Snap, Videoloop, Videomancio – sembrano avere più di qualche santo in paradiso: mentre le altre imprese venivano escluse dalla gara per banali cavilli, infatti, loro si sono visti confermare gli appalti. Cosa che, di fatto, è accaduta regolarmente negli ultimi tre anni nel corso dei quali hanno fatturato un bel 130% in più del dovuto. Senza contare che Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto all’ispettorato del Lavoro di indagare su eventuali inadempienze, ma nulla si è mosso.

Ora, a causa di questa storia, almeno 150 persone perderanno il lavoro. Dei 18 service che finora lavoravano per i tg Rai ne resteranno solo sei. Possibile che alla Rai non interessi il destino di queste persone? Possibile che per i soliti intrallazzi e favoritismi a rimetterci debbano essere sempre i lavoratori onesti?

 

 

CONDIVIDI
Avatar
Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

1 commento

  1. A nome e per conto della società SNAP S.r.l. di cui sono amministratore unico, respingo in quanto prive di qualsiasi fondamento, le inquietanti allusioni riferite a presunti “santi in paradiso”, “intrallazzi e favoritismi” ed “incrementi del fatturato del 130%” riportate nell’articolo di cui la mia società godrebbe o avrebbe goduto.
    La Snap S.r.l. si è aggiudicata “regolarmente” il primo di sei lotti di una gara pubblica della RAI-Radiotelevisione Italiana, sulla base dei titoli e requisiti richiesti e necessari a concorrervi.
    Si riserva, ovviamente, di intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutela della propria immagine ed onorabilità.
    Tanto si doveva in risposta all’articolo.
    Distinti saluti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.