In Rai, spesso e volentieri, le competenze delle varie direzioni di corporate si accavallano. Creando complicazioni organizzative difficili da districare e risolvere. Ma utilissime per nascondere o insabbiare le singole responsabilità.

Il “pasticciaccio brutto di New York” sulla gara per la produzione delle news (leggi qui), è solo l’ultima spia di una situazione ormai non più tollerabile. Perché se è vero che la competenza era della Direzione Coordinamento Sedi Regionali ed Estere e della Direzione Acquisti (guidate da Luigi Meloni e Felice Ventura), è altrettanto vero che la mastodontica Direzione Produzione, affidata a Roberto Cecatto, ha collezionato tali e tante brutte figure da rendere ormai auspicabile una profonda riorganizzazione, con relativo ricambio dei vertici.

Basterebbe ricordare ciò che è accaduto la mattina del 29 settembre scorso, quando su Rai Uno si registrò un “nero” durato la bellezza di dieci minuti. Un inconveniente del genere e di quella durata, non era mai stato registrato nella storia della Rai.

C’è uno sprovveduto capace di credere che qualcuno abbia pagato? Bene, si faccia avanti.

Perché non ha pagato Cecatto, malgrado fosse stato proprio lui a chiedere alla CVE (la società fornitrice) una modifica della “matrice” che serve a mandare in onda il segnale, salvo poi disinteressarsi dei controlli e degli interventi di manutenzione. Così come non ha pagato nessuno dei suoi numerosi sottoposti delle prime e seconde line, che forse avrebbero potuto (dovuto?) ricordarglielo o provvedere direttamente.

E proprio su questa vicenda, incombe da mesi un bel mistero. Dal momento che Cecatto può contare su una servizievole lettera con la quale CVE si assume stranamente la responsabilità dell’accaduto e – malgrado questo – continua ad ottenere commesse a trattativa diretta per le varie società ad essa in qualche modo collegate. Basti pensare che, prima e dopo l’incidente del “nero”,  la stessa CVE ha fornito materiali per oltre 10 milioni di euro per la digitalizzazione dei vari centri Rai.

Tutto regolare? Anche per il “grande inquisitore” dell’Internal Auditing, Mauro Moggetta?

Ma questo è soltanto uno dei misteri che avvolgono l’attività della Direzione Produzione, una delle branche più importanti e delicate di viale Mazzini, dove ancora non si è spenta l’eco dell’inchiesta giudiziaria che ha portato sotto processo per varie irregolarità l’ex-vicedirettore Maurizio Ciarnò e diversi funzionari e direttori della fotografia del CPTV di Roma.

E il bello è che, pur ancora in attesa del processo, quasi tutti sono rientrati in servizio malgrado il licenziamento, dal momento che la procedura seguita dall’azienda è stata bocciata dalla magistratura del lavoro.

Gli unici a restare fuori (ma subito riassunti da qualche fornitore) sono quelli tra loro che hanno preferito transare mettendosi in tasca un bel po’ di euro.

Un autentico successo, non c’è che dire, per la Direzione Produzione e per quella degli Affari Legali della Rai.

(2-continua)

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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