Povera RadioRai, povera “sorella minore” della TV. Sinistrata nell’informazione dalla gestione di quel coraggioso genio di Gerardo Greco (che finalmente è riuscito a risolvere i suoi problemi stipendiali grazie alla dabbenaggine di Mediaset) e nei palinsesti dell’intrattenimento, da quell’altro inutile spendaccione di Carlo Conti, stava cercando faticosamente di tirarsi fuori dalla crisi.

Macché, non aveva considerato il “fattore Pippan”. Eh sì, perché il “direttore ad interim” dei GR e di Radio 1, Roberto Pippan, è convinto a sua volta di essere una specie di Messia, capace di poter sanare in poche settimane i guasti provocati dal suo predecessore.
Così, tanto per cominciare, ha subito deciso di defenestrare la responsabile della segreteria di redazione, Vanya Cardone, spedendola a guidare una “line” del GR 3. Come se la “rivoluzione” per un’informazione radiofonica efficiente dovesse partire proprio da questo settore. Peccato che alla Cardone non fosse mai stata fatta in passato la minima contestazione professionale. Insomma, una sorta di antipatia a prima vista. Anzi, neppure quella, perché la defenestrata è oltretutto pure in ferie ed è venuta a sapere dello spostamento solo per vie confidenziali.

Comunque, sarà materia dell’ennesima causa di lavoro rimediata dalla Rai, per l’irregolarità delle procedure ed il conseguente demansionamento. Ma non è tanto questo il punto.
Il punto è piuttosto quello di individuare la metodologia che intende seguire per la sua “rivoluzione” un direttore “ad interim” che ha già raggiunto con l’azienda un vantaggioso accordo che lo porterà a lavorare ancora per sole sei settimane. Già, perché alla fine di agosto, Pippan comincerà a smaltire le ferie arretrate e al 30 di novembre saluterà tutti mettendosi in tasca un “bonus” di 100mila euro oltre alle normali competenze. Bel colpo, no?

E allora che fretta c’era di defenestrare la responsabile della segreteria di redazione? Possibile che la prima cosa da fare fosse far fuori la povera Cardone? Complimenti vivissimi al direttore generale (uscente) Mario Orfeo per questa oculata scelta di assegnare l’interim dei Gr e di Radio 1 a un personaggio del genere.

Nel frattempo, il genio dell’informazione Gerardo Greco si lecca i baffi in attesa -il 10 agosto- di prendere possesso del nuovo incarico da direttore del TG4 e conduttore del talk show del giovedì di Mediaset. Felice lui, ma ancora più felice sua moglie, la giornalista del Tg 1 Monia Venturini (sempre tutti ben piazzati, eh?), dal momento che ora il consorte potrà contribuire al ménage con uno stipendio lussuoso e non con quei miserabili 1.500 euro frutto delle trattenute per gli sperperi dei bei tempi di New York e degli “sforamenti” non autorizzati di budget durante la conduzione di “Agora'” su Rai Tre.

In attesa che i nuovi palinsesti della radiofonia possano tornare agli antichi splendori, il direttore Roberto Sergio può consolarsi con i risparmi ricavati dall’uscita di scena del direttore artistico Carlo Conti (sue alcune scelte scellerate su Radio 1) e con i primi confortanti risultati di ripresa degli ascolti su Radio 2, grazie all’impegno appassionato (e finalmente senza interferenze) della responsabile, Paola Marchesini.
Un po’ poco, ma sempre meglio di niente.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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