Servizi, Conte vuole Massagli all’AISE; Guerini e Vecciarelli d’accordo, ma con Presicce come vice: sgomento tra gli “007″

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Sulle successioni ai generali Carta (Aise) e Parente (Aisi) si vanno stringendo strane alleanze. Chi pensava che, visto il delicato momento di tensioni internazionali (Libia, ma anche USA-Cina), almeno il servizio d’intelligence per l’estero potesse restare fuori dai giochi politici, si sbagliava. Subito dopo la designazione di Carta al vertice di Leonardo, l’ipotesi più probabile sembrava quella di ricorrere alle soluzioni interne: i generali Caravelli (Esercito, attuale vice) e Agovino (Carabinieri, anche lui numero due del controspionaggio) ai vertici delle due agenzie, nel segno della continuità e della tranquillizzazione delle delicate strutture. Macché, troppo semplice. Perché se Agovino sembra ancora il favorito per l’Aisi, il consigliere militare del premier Conte, l’ammiraglio Massagli, si sente sicuro di aver già sorpassato Caravelli per quanto riguarda l’Aise. Anche questa volta gliel’ha promesso il suo amico che siede a Palazzo Chigi? Di certo, lì può contare sull’adorante sostegno del potente portavoce, Rocco Casalino, da sempre affascinato dalle divise, di qualunque foggia o colore esse siano. La voce insistente che circola, è proprio questa. Con una differenza, rispetto alla vecchia promessa di nominarlo CSM della Marina. Che il premier ha tenuto per sé la delega sui servizi e quindi rischia un po’ meno di trovarsi la strada sbarrata dal Quirinale e dal ministro della Difesa. Anzi, Guerini, che ha sostituito la Trenta in via XX Settembre, si sarebbe già allineato insieme al suo capocorrente degli ex-renziani, Lotti. Pare, dopo aver stretto un accordo anche con il CSMD, Vecciarelli. Già, perché il CHOD non vede l’ora di sbarazzarsi del suo capostaff, l’ingombrante generale Francesco Presicce, facendo in modo di coronare il suo sogno di diventare vice dell’Aise. Ed ottenere poi, come grata contropartita, ciò che non è riuscito ad estorcere a Carta: portare il controllo satellitare nel COI, sotto forma di Comando delle Operazioni Spaziali e a guida naturalmente dell’Aeronautica.  È un piano che sta gettando nello sgomento i nostri “007”. Perché il possibile arrivo a Forte Braschi dell’accoppiata Massagli-Presicce, oltre a ridimensionare il ruolo di Caravelli (da sei anni vicedirettore e molto stimato da tutti, tranne che da Salvini), paralizzerebbe per mesi l’attività dell’Aise, in attesa che i nuovi vertici possano calarsi compiutamente nel ruolo (ma Massagli si sente già a livello di credito internazionale dell’indimenticabile ammiraglio Fulvio Martini). Anche l’ex-premier Renzi sta cercando di inserirsi nella trattativa, ma senza speranze per il suo ambiziosissimo consigliere militare Carmine Masiello. Che finora, è riuscito soltanto ad ottenere sponsorizzazioni da Graziano Badoglio da Bruxelles e dal CSM dell’Esercito, il generale Farina, ancora troppo debole dopo l’infezione da Covid 19 e alle prese -come tutti gli altri vertici delle FFAA- delle frenetiche quanto incomprensibili (in perfetto stile contiano) direttive del Chod in tema di contrasto e scarico di responsabilità nella lotta al virus.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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