Giuseppe Leoni entra di diritto nella storia aviatoria italiana come il presidente che è riuscito a rompere anche il sodalizio tra Aeronautica Militare ed AeCI che resisteva dai voli dei Wright in Italia nei primi anni del secolo scorso. Entrato baldanzoso nel palazzo ideato e costruito da Italo Balbo per l’Aeronautica Militar (allora Regia Aeronautica) sembra che Leoni ne sia uscito “visibilmente contrariato”.

Motivo? L’Aeronautica Militare, nella persona del suo capo di stato maggiore Generale Alberto Rosso, non ha acconsentito alla richiesta di un nuovo direttore generale per aeroclub.

Sarà stato per le vicissitudini degli ultimi due direttori, Giuseppe D’Accolti (allontanato in malo modo dal commissario Valori n.d.r.) e Mario Tassini (che Leoni non vuole tenere), sarà per i cambiamenti normativi (che impediscono il cumulo pensione emolumenti), sarà forse per le tante decisioni discutibili di Leoni, ma l’Aeronautica, con eleganza ed educazione, dopo aver proposto un sostituto ha detto un fermo “No grazie” alle velleità di Leoni che voleva addirittura scegliere.

Voci solitamente ben informate riferiscono che la reazione di Leoni sia stata meno elegante e sembra che Leoni che abbia addirittura “minacciato” di girare la richiesta alla Marina Militare oppure all’Esercito “visto che anche loro hanno piloti”.

Frasi intemperanti che sembrano dimostrare un’attitudine collerica, poca gratitudine e anche poca dimestichezza con il funzionamento delle istituzioni militari.

Mettersi in urto con l’Aeronautica Militare non pare una grande idea per AeCI e il suo presidente, visto che la forza armata ha da sempre aiutato l’aeroclub nazionale con professionisti, materiali e scelte importanti come le sedi delle manifestazioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Le manifestazioni della PAN vengono gestite da AeCI e dagli aeroclub federati e costituiscono uno dei maggiori strumenti di comunicazione della passione per il volo.

Che accadrebbe se l’A.M. decidesse di riprendere il pieno controllo delle manifestazioni anche sotto la spinta delle raccomandazioni inascoltate di ANSV (leggi qui)? E cosa dire dell’addetto alla Sicurezza Volo di AeCI, il T.Col. Conti dell’Aeronautica Militare che presta la sua opera gratuitamente nella palazzina di via Beccaria?

Un bel regalo al presidente Leoni che evita spese e difficoltà gestionali di un altro collaboratore specializzato. E l’ospitalità per i corsi di sicurezza che AeCI tiene nelle basi A.M. anche in giorni non lavorativi con un carico di straordinari che incidono sulle scarse risorse della forza armata? E i viaggi del personale A.M. che partecipa e rende attraenti gli incontri? In cambio l’A.M. cosa ottiene ?

Certo, c’è l’interesse comune a mantenere alta la guardia per limitare gli incidenti, ma il risultato si potrebbe ottenere anche con un coordinamento tra enti come avviene con ENAC. Ci sembra di poter dire che per AeCI e Leoni non sia il caso di battere i pugni sul tavolo di A.M.

Naturalmente la trasparenza di AECI rimane proverbiale, simile a quella della Bulgaria anni ’50 o della Corea del Nord, ma l’attenzione suscitata da Sassate sui temi della gestione di AeCI, fa si che continuino ad arrivare notizie addirittura dall’interno del “fortino di via Beccaria”.

Il Barone verde, dopo aver messo alla prova la pazienza del gen. Rosso che pure è un appassionato di volo, sembra abbia cercato di forzare la mano pure al Consiglio Federale.
Anche in questo caso la reazione è stata ferma e dei numerosissimi punti all’ordine del giorno solo alcuni sono stati approvati.

Non si sa nulla né dei temi né delle decisioni del Consiglio di pochi giorni fa. Unica informazione un trafiletto asfittico (senza data!) che recita “Si è tenuto ieri pomeriggio, (Ieri quando ?? n.d.r.)….presso la sede dell’Aero club d’Italia, il Consiglio Federale dell’Ente. Vi hanno preso parte il Presidente Giuseppe Leoni, il Consigliere Luigi Fracasso, il Consigliere Giorgio Porta, la Consigliera Anna Accetto, il Presidente della C.C.S.A. Stefano Bianchetti, e il Direttore dell’AeCI Mario Tassini”.

Emblematica la foto che mostra Leoni con un papillon piuttosto arrangiato che sembra riflettere lo stato di disagio del suo portatore (vedi qui sotto).

I consiglieri federali hanno un ruolo importante sia per la democraticità della gestione dell’ente che per la funzionalità delle scelte. E’ auspicabile che la volontà dimostrata dai consiglieri di verificare le proposte del presidente rimanga ben viva e non si faccia affievolire da promesse o minacce.

Girano voci che la commissione velivoli ultraleggeri (VDS) sia stata cancellata o sia decaduta, ma non c’è posizione ufficiale di AeCI. La commissione, è bene ricordare, era stata nominata oltre un anno fa dal commissario Valori ed è presieduta dal prof. Ricci, ampiamente criticato da molti piloti per gli scarsi risultati che non sono piaciuti neanche ad ENAC (leggi qui).

Intanto, riprendendo una decisione dell’agenzia Europea per la Sicurezza del Volo (EASA), proprio l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha pubblicato la nota informativa 2020-031 (leggi qui) che stabilisce che i piloti, con brevetti anche commerciali, possono effettuare attività di volo per il mantenimento dell’abilitazione anche con velivoli ultraleggeri.

Una decisione che rischia di essere un colpo mortale per la maggioranza degli Aeroclub che Leoni ha voluto dotare di velivoli certificati. Un ultraleggero infatti costa circa il 30-40% in meno per ora di volo e quindi il destino di molti velivoli certificati che oggi operano nelle scuole di volo appare segnato.

Grandi assenti tra le tante discussioni del Consiglio Federale sono state le misure a sostegno degli aeroclub e delle scuole di volo che pure sono state oggetto anche di interventi parlamentari durante il lockdown (leggi qui: Aviazione Generale e VDS un settore da salvare). Molte altre federazioni del CONI hanno già stabilito la SOSPENSIONE DELLE QUOTE FEDERATIVE, mentre AeCI s’è limitato ad un rinvio da aprile a settembre che molti hanno giudicato come un palliativo inutile ed offensivo.

La maggioranza degli Aeroclub e delle scuole di volo ha visto diminuire la propria attività del 30-40% ed è in crisi finanziaria e molti reclamano la sospensione delle quote federative da versare ad AeCI che per singolo aeroclub valgono tra i 2000 e i 10000 (diecimila) euro.
Leoni, che si ritiene un profondo conoscitore del settore, quanto ci metterà a realizzare che senza simili decisioni rischia di “uccidere” il Volo Sportivo in Italia?

Un esperto ci ha confermato che nel 2020 AeCI ha economizzato cifre ingenti per l’attività sportiva a causa del blocco delle gare nazionali ed internazionali, mentre nel 2019 sono stati bloccate quasi tutte le misure di sostegno agli aeroclub. Quindi le finanze per il tanto desiderato blocco delle quote già da tempo richiesto ci sono tutte.

Forse egregio presidente Leoni, piuttosto che far innervosire l’Aeronautica Militare con richieste peregrine e al limite della norma, varrebbe la pena di concentrarsi su misure che aiutino concretamente gli Aeroclub e le scuole di volo ad uscire da questa crisi?

Questa testata, che è aperta ad un confronto democratico di idee, rinnova l’invito ad Aeroclub d’Italia, al suo direttore generale e al presidente a voler intervenire spiegando le ragioni che stanno alla base del loro modo di condurre l’ente che dovrebbe essere il riferimento nazionale per tutti gli sport del volo.

Garantiamo che qualsiasi intervento dell’aeroclub d’Italia avrà lo stesso spazio e la stessa evidenza degli articoli che abbiamo finora pubblicato sul tema.

Di certo Sassate non smetterà di riportare, senza fronzoli decisioni e latenze di AeCI perché gli sportivi del Volo, che hanno regalato all’Italia tante medaglie iridate senza ricevere niente o quasi, meritano questo ed altro.

(continua)

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

7 Commenti

  1. Molti altri sono stati i contributi gratuiti dell’AM a beneficio della cultura del volo, della promozione del volo tra gli studenti italiani ed a favore della preparazione di noi piloti per passione in particolari settori in cui AM possiede l’espertise. Mi riferisco in particolare, ma non solo, ai corsi di cultura aeronautica condotti con personale e velivoli SIAI dell’aerobase di Guidonia presso vari Aero Club locali. Mi riferisco ai contributi, con personale altamente qualificato dei Reparti CSAR di Cervia, con giornate informative dedicate alla sopravvivenza in acqua. Questi ultimi preziosi contributi dell’AM sono stati forniti nell’ambito del Progetto “Volare Sicuri”. Forse la Presidenza di AeCI non sa tutto questo o l’ha dimenticato?

  2. Il vero problema e’ la mancanza di spazi aerei di classe B in questo paese. Mancano anche le famose “Victor Airways americane” rotte militari obbligatorie da riportare anche sulle mappe vfr “gli USA insegnano sempre e i Tornados di Ascoli anche”. Vi ricordo che le ex JAR oggi EASA non sono altro che una scopiazzatura riuscita male delle FAR FAA. Altra cosa da fare in Italia e’ l’eliminazione di spazi aerei militari “inutilizzati” e comunque un ostacolo per l’Aviazione Generale data la loro vasta estenzione “AGL” abbiate almeno il buon gusto di alzarle creando liberi spazi per lo scorrimento dell’intera Aviazione Generale “Civile” a livello europeo. Anche le rotte semicircolari vfr andrebbero cambiate in EST/OVEST e non Nord/Sud “viviamo in un contesto europeo di aree molto piu vaste”. Il paletto a 1000ft per i vds avanzati e’ altrettanto ridicolo, li si dovrebbe far volare esattamente alla pari come “non accade” in AG ..sembra piu’ il paese di Fantozzi che dell’Aeronautica Militare. C’e’ veramente molto da cambiare in questo paese e badate, non si sta parlando di sperpero di denaro pubblico “F35” quando con tutto il rispetto per l’Aeronautica Militare di cui ne ho anche fatto parte oggi piu che caccia militari servono i gia’ super avanzatissimi Droni.. appunto, la fine che fara’ l’F35 se continuiamo di questo passo. Parlate sempre ed esclusivamente di corsi di cultura aeronautica o passaggi di frecce tricolori ma ve ne guardate da entrare nel vero merito della questione “Zio covid a parte”. Il vero problema e’ nessuno vuole aprire a un’indotto che porterebbe nella sola Italia migliaia di posti di lavoro, a cominciare dalla liberazione di km di spiaggie, spazi ed edifici militari abbandonati a loro stessi. La realta’ e’ che sia i militari, sia l’aeroclub d’Italia non hanno mai avuto una visione globale e orientata all’apertura. Ogniuno ha sempre pensato al proprio orticello tante’ che ancora oggi i pilotastri d’ AG/AM continuano a vagare nel ridotto spazio senza comunicare e addirittura evitandosi a vicenda “quando ci riescono”. Servono gli Stati Generali: le massime autorita’ del settore devono incontrarsi 2 “Due” volte all’anno. I posti di lavoro anche se la tecnologia e zio covid avanzano ci sono ..ci sono eccome!!! il fatto e’ che siete una massa di pallidoni :-)..haha..

  3. La verità è sempre la stessa, tutti i tipidi volo
    liberi devono essere sopressi, la dimostrazione è che nei cinquantanni passati tutte le attività di questo tipo sono morte o quasi, qunti di noi italiani vorrebbero poter esercitare il volo nelle sue infinite forme ma trovano sempre ostacoli di ogni tipo e genere senza contare quelle burocratiche, meditate !

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