Per la gara-truffa Olidata (vedi), il 26 settembre scendono in campo anche i sindacati, con un durissimo comunicato della RSU. Che denunciando l'”incapacità” del settore ingegneria (Maurizio Tosti) della Direzione Produzione (Roberto Cecatto) nella scelta delle 100 workstation Fujitsu, punta subito il dito su una delle inevitabili conseguenze: il ricorso agli appalti esterni.

Ma la protervia dei vertici di via Teulada non conosce confini: si va avanti lo stesso. Naturalmente nella colpevole indifferenza del vicino viale Mazzini. A chi volete che interessi la lievitazione dei costi per l’incompetenza del management?

Ma siamo appena all’inizio dello sperpero di denaro pubblico, che peraltro va ormai avanti da quasi due anni e ha già abbondantemente superato i 10 milioni di euro. Vediamolo nel dettaglio, secondo gli stessi calcoli provenienti dall’interno della Rai.

Dal giugno 2016, cioè da quando il tandem delle meraviglie in fatto di gare (Cecatto-Tosti) ha imposto -malgrado il parere negativo dei tecnici- l’uso a tutti i costi delle workstation fasulle, ecco cosa accade:

1) di media, in ogni turno di montaggio video, si perdono circa due ore (un’ora vale 30 euro) per la complicatissima messa a punto delle macchine;

2) in alcuni casi, salta addirittura la messa in onda dei servizi video (a RaiSport, dopo una serie di questi inconvenienti, sono stati perfino ripristinati i vecchi HP 820);

3) pertanto, ogni giorno, si perdono circa 12mila euro (2 ore a 30 euro, moltiplicate per 200, dal momento che le 100 workstation sono usate su doppio turno)

4) a causa del malfunzionamento delle Fujitsu e della relativa perdita di ore da parte del personale interno Rai, vengono quotidianamente attivati tra i 10 ed i 15 (ma è una stima per difetto) turni in appalto (minimo 300 euro a turno), con maggiori costi stimabili tra i 3.000 ed i 4.500 euro;

5) quindi, sommando ai 12mila questi ultimi, siamo a quota 15.000/16.500 euro di costi aggiuntivi giornalieri; poiché questa situazione va avanti, appunto, da quasi due anni e che i turni di montaggio ci sono tutti i giorni, sabati, domeniche e festivi compresi, ecco spiegato come si arriva a quantificare un danno per la Rai che ha già abbondantemente sfondato il tetto dei 10 milioni di euro.

Per un’azienda che ha mille problemi di bilancio, non è niente male.

E non è neppure finita, perché quei geni che guidano la Produzione (sempre l’inamovibile Cecatto e il suo fedele vice Tosti), nella primavera dell’anno scorso ne hanno combinata un’altra delle loro. Hanno comprato per la modica ulteriore spesa di 800mila euro 100 nuove schede grafiche, sostituendo nelle Fujitsu le K2200, con le K4000. Pensavano di tamponare i problemi, ma invece non hanno risolto un tubo. Bravi, eh?

Dopo questo nuovo fallimento, si è proceduto all’acquisto (con un’altra gara, a trattativa diretta? Non si sa, ora i particolari sono blindati) di 100 workstation Lenovo, queste sì certificate Avid. Ma senza sostituire le vecchie e maledette Fujitsu.

Tanto, che fretta c’è? Milione in più, milione in meno, Cecatto sta sempre al suo posto. Fino a quando?

(2-fine- la puntata precedente è stata pubblicata ieri, 18 gennaio)

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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